Giovedì, 19 Marzo 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

L'Oman attacca gli Usa: "Hanno perso il controllo della propria politica, sono stati trascinati da Israele in questa guerra"

Il ministro omanita accusa Washington: “Non è la sua guerra”. Rischio escalation con Iran e crisi energetica globale se Hormuz viene colpito

19 Marzo 2026

Trump, la Camera pubblica la sua dichiarazione dei redditi. L'ira dell'ex presidente Usa

Donald Trump, Fonte: Imago

Il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, ha attaccato gli Stati Uniti per il suo ruolo nel conflitto contro l'Iran: "Hanno perso completamente il controllo della propria politica estera, sono stati trascinati da Israele in questa guerra, nessuno dei due otterrà quello che vuole e non vinceranno".

L'Oman attacca gli Usa: "Hanno perso il controllo della propria politica, sono stati trascinati da Israele in questa guerra"

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, ha lanciato un monito contro la strategia di Washington nel conflitto con l’Iran, accusando gli Stati Uniti di essersi lasciati trascinare in una guerra che non possono vincere. In un intervento pubblicato su The Economist, Albusaidi ha parlato apertamente di una perdita di controllo della politica estera americana.

Il più grande errore di valutazione è stato lasciarsi trascinare in questa guerra. Questa non è la guerra dell’America”, ha scritto il capo della diplomazia omanita, sottolineando che non esiste “alcuno scenario plausibile” in cui né gli Stati Uniti né Israele possano raggiungere i propri obiettivi.

Secondo Albusaidi, l’idea di rovesciare il governo iraniano appare irrealistica senza un’invasione terrestre prolungata, che rischierebbe di aprire un nuovo capitolo nelle cosiddette “guerre infinite”, in contrasto con le promesse fatte in passato da Donald Trump. Una simile escalation, ha avvertito, porterebbe conseguenze imprevedibili per l’intera regione.

Il ministro omanita ha inoltre definito “inevitabili, seppur profondamente deplorevoli” attacchi iraniani contro basi statunitensi nei Paesi del Golfo, considerandoli “probabilmente l’unica opzione razionale” di fronte a una guerra percepita da Teheran come esistenziale. Un’escalation di questo tipo metterebbe ulteriormente a rischio la sicurezza energetica globale, soprattutto per possibili interruzioni nello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa del petrolio mondiale.

Albusaidi ha poi evidenziato le difficoltà di un ritorno alla diplomazia. Dopo mesi di tensioni e operazioni militari, ha ammesso, sarà “certamente difficile” per l’Iran tornare al tavolo dei negoziati. Tuttavia, ha ribadito che “la via d’uscita dalla guerra potrebbe passare proprio da una ripresa del dialogo”.

Le sue parole rappresentano uno dei richiami più netti provenienti da un alleato regionale degli Stati Uniti, ma che tiene buoni rapporti anche con l'Iran, e riflettono il timore crescente che il conflitto possa sfuggire di mano, con conseguenze globali sul piano economico e della sicurezza.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x