16 Marzo 2026
Nel contesto della guerra degli Stati Uniti e Israele contro l' Iran, nuovi attacchi hanno colpito obiettivi strategici tra Medio Oriente e Golfo. Nelle ultime ore missili e droni iraniani sono stati avvistati nei cieli diretti verso Tel Aviv, mentre un drone ha colpito l’aeroporto internazionale di Dubai, provocando un incendio in un serbatoio di carburante e la sospensione dei voli. Gli episodi arrivano mentre Washington e il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu continuano a sostenere di avere la situazione sotto controllo e di essere in vantaggio nel conflitto. Tuttavia immagini e video che mostrano missili e droni iraniani e di Hezbollah diretti verso obiettivi israeliani e infrastrutture legate agli Stati Uniti nel Golfo raccontano uno scenario molto più instabile e incerto di quanto suggerito dalla narrazione ufficiale.
Sono stati avvistati lanci simultanei di missili contro Israele provenienti dall’Iran e dal Libano. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati dopo l’avvistamento di diversi vettori diretti verso obiettivi israeliani. Nello stesso momento si è registrato anche un attacco nel Golfo. Un drone ha colpito un serbatoio di carburante all’aeroporto internazionale di Dubai, provocando un incendio nell’area dello scalo. Un altro episodio si è verificato nell’emirato di Abu Dhabi. Le autorità locali hanno riferito di "un incidente che ha visto un missile cadere su un veicolo civile nella zona di Al Bahyan".
Mentre l’escalation prosegue tra Israele, Iran e le forze alleate nella regione, anche la Striscia di Gaza resta sotto attacco. Un raid aereo israeliano ha colpito un veicolo della polizia in via Salah al-Din, nella parte centrale dell’enclave palestinese, uccidendo otto persone. L’attacco arriva a cinque mesi dall’inizio di quello che era stato definito un cessate il fuoco. Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, almeno 658 persone sono state uccise nella Striscia dall’inizio della tregua, segno di una situazione che continua a rimanere estremamente fragile e lontana da una reale stabilizzazione del conflitto.
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