15 Marzo 2026
È già la terza settimana di crisi bellica tra Pakistan e Afghanistan dopo che, lo scorso venerdì 27 Febbraio, Islamabad dichiarava guerra a Kabul poche ore prima che Usa e Israele attaccassero "a sorpresa" Teheran. Con nuovi bombardamenti notturni, nelle ultime ore il Pakistan ha rivendicato di aver "colpito con successo" la capitale afghana e installazioni militari e "nascondigli terroristici" dei talebani al confine tra i due Paesi. Il bilancio delle vittime sale da entrambe le parti, mentre l'Afghanistan accusa i pakistani di aver condotto raid aerei su case e infrastrutture civili uccidendo sei persone.
Mentre si aggrava di giorno in giorno la crisi bellica ed economica legata al Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, tra Islamabad e Kabul procede parallela la guerra, ulteriore fattore di destabilizzazione per la regione. Nelle ultime ore il Pakistan ha colpito importanti checkpoint al confine con l'Afghanistan dopo che, due giorni fa, i talebani hanno lanciato droni suicidi verso la pakistana Kohat, nella provincia nord-orientale di Khyber Pakhtunkhwa. Fonti di Stati pakistane hanno confermato la distruzione di strumentazione di supporto tecnico e impianti di stoccaggio nella provincia di Kandahar, usati - secondo Islamabad - "da talebani afghani e terroristi contro civili pakistani innocenti".
Attacchi aerei e bombardamenti sono stati segnalati anche a Spin Boldak, mentre il governo talebano rivolge ai pakistani gravi accuse di crimini contro case e un centro di rehab. Le cifre su vittime e feriti restano ancora incerte: secondo dati provvisori forniti dalle Nazioni Unite, dal 26 Febbraio al 5 Marzo scorso sarebbero almeno 185 i civili afghani uccisi, di cui 56 per raid aerei. Anche il bilancio dei rifugiati oscilla: i numeri parlano di almeno 115mila civili costretti ad abbandonare i nuclei domestici, ma le stime sono destinate a crescere ancora. Intanto, da parte cinese, è arrivata una telefonata all'ufficio del ministro degli Esteri afghano Amir Khan Muttaqi nella quale l'omologo Wang Yi ha sollecitato la fine delle controversie mediante dialogo e consultazioni, al fine di raggiungere un accordo di cessate il fuoco imminente.
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