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Drone iraniano colpisce raffineria Ras Tanura: chiuso hub in Arabia Saudita da 550mila barili al giorno di petrolio - VIDEO

Attacco con drone alla raffineria Aramco di Ras Tanura: impianto chiuso per precauzione, petrolio oltre 82 dollari e nuove tensioni nel Golfo Persico

03 Marzo 2026

Un presunto drone iraniano ha colpito nel pomeriggio di martedì 2 marzo la raffineria della compagnia statale Aramco di Ras Tanura, in Arabia Saudita. Questa è un hub che produce fino a 550 mila di barili di petrolio al giorno e ora è chiuso in via precauzionale, portando già i prezzi del greggio ad un aumento vertiginoso.

Drone iraniano colpisce raffineria Ras Tanura: chiuso hub in Arabia Saudita da 550mila barili al giorno di petrolio

Un attacco con drone ha colpito l’impianto petrolifero di Saudi Aramco a Ras Tanura, nella provincia orientale dell’Arabia Saudita, provocando un incendio e la sospensione delle operazioni. La raffineria, considerata una delle più grandi del Regno con una capacità di lavorazione fino a 550 mila barili al giorno, è stata chiusaa scopo precauzionale” mentre vengono valutati i danni.

Secondo i media statali sauditi, due droni diretti contro il sito sarebbero stati intercettati dalla difesa aerea; tuttavia, i detriti dell’intercettazione avrebbero causato un “incendio limitato, successivamente messo sotto controllo. Al momento non risultano vittime né danni strutturali significativi, ma le autorità hanno disposto l’evacuazione dei lavoratori e il blocco temporaneo delle attività.

Fonti citate da Reuters e Bloomberg parlano di uno stop alle operazioni per consentire le verifiche tecniche in uno degli snodi energetici più strategici del Golfo Persico, che funge anche da terminal chiave per l’export di greggio saudita. La chiusura ha immediatamente scosso i mercati: i prezzi del petrolio sono balzati oltre gli 82 dollari al barile, con un’impennata fino al 13% nelle contrattazioni, complice anche il rallentamento del traffico nello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per circa un quinto dell’offerta mondiale, ora chiuso.

Nel frattempo, tensioni si registrano anche in altri Paesi della regione: in Iraq curdo diversi operatori hanno sospeso la produzione per ragioni di sicurezza, mentre Israele ha temporaneamente fermato il giacimento Leviathan. Teheran, attraverso il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani, ha ribadito che “non negozierà” con Washington, smentendo ipotesi di dialogo.

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