03 Marzo 2026
Si sono tenuti oggi nella città di Minab i funerali collettivi per le 168 vittime del bombardamento statunitense e israeliano sulla scuola elementare femminile del centro iraniano. La maggior parte dei morti è formata da bambine, ma ci sono anche insegnanti e qualche genitore. I riti funebri sono stati ampiamente partecipati dal popolo, nonostante l'allarme bombe.
Una delle più gravi tragedie recenti in Iran ha colpito la città di Minab, nella provincia meridionale di Hormozgan, dove un bombardamento ha distrutto la scuola elementare Shajareh Tayyebeh, uccidendo 168 fra bambine, insegnanti e genitori e ferendo centinaia di piccole studentesse. L’attacco, attribuito dagli organi ufficiali iraniani agli Stati Uniti e a Israele, ha lasciato la comunità locale in lutto e incredula.
Le strade di Minab si sono riempite di cittadini che hanno partecipato ai funerali delle giovani vittime, mentre soccorritori e membri della Mezzaluna Rossa Iraniana portavano a spalla le bare dei bambini, insieme a genitori e insegnanti deceduti. I medici legali hanno identificato 140 corpi, mentre per altri 25 sarà necessario il Dna, dato che l’esplosione ha reso irriconoscibili le vittime.
Il procuratore locale ha definito l’atto “criminale” e “selvaggio”, mentre il presidente Masoud Pezeshkian ha parlato di “tragedia straziante” e “cuori infranti”. Resti delle armi utilizzate sono stati recuperati tra le macerie e saranno presentati come prove nei tribunali nazionali e internazionali, ha dichiarato il capo della giustizia della provincia, Mojtaba Qahremani.
Il bilancio complessivo dell’aggressione iniziata sabato, secondo la Mezzaluna Rossa Iraniana, ha superato le 787 vittime, ma il dramma di Minab rimane il simbolo dell’orrore: bambine uccisi mentre studiavano, famiglie distrutte e comunità segnate per sempre. L’attacco riapre il dibattito internazionale sulla protezione dei civili e delle scuole in zone di conflitto e mette sotto i riflettori la responsabilità dei Paesi coinvolti nella guerra.
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