03 Marzo 2026
Israele vuole "ridimensionare" il Golfo colpendo, oltre all'Iran, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, il Bahrein, l'Oman e il Kuwait. Ma "perché farlo se gli stessi Paesi vengono attaccati dall'Iran?". Sono queste alcune delle recenti dichiarazioni rese dal commentatore politico e giornalista Usa Tucker Carlson nel corso della puntata di ieri, lunedì 2 Marzo, del suo omonimo podcast The Tucker Carlson Show. Dichiarazioni alle quali ne ha aggiunta una ulteriore, secondo cui agenti dell'intelligence israeliana sarebbero stati arrestati proprio in Qatar e Arabia Saudita.
Tucker Carlson, il celebre giornalista filo-trumpiano, è tornato a commentare la delicata situazione sul versante mediorientale dopo aver rotto significativamente con la decisione del Presidente Usa di intervenire in guerra contro l'Iran, definendola una decisione alla BBC una scelta "disgustosa e malvagia". Ora però, parlando direttamente al suo podcast, Carlson ha affermato che l'Arabia Saudita ed il Qatar avrebbero "arrestato agenti israeliani del Mossad che pianificavano attentati in quei Paesi". Un'informazione non supportata da conferme e di cui neanche lui sembra aver fornito le fonti, eppure il ragionamento per Carlson è chiaro: Israele non mirerebbe solo all'Iran già bombardato, ma punterebbe a colpire anche "Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Oman e Kuwait", cioè i Paesi del Golfo a guida musulmana. Carlson ha inoltre affermato che Israele fomenta intenzionalmente l'escalation tra gli alleati arabi degli Usa, con l'obiettivo di destabilizzare l'intera regione.
Il ragionamento, prosegue Carlson, sembra però cozzare con un presupposto fondamentale: "Il Golfo per noi non è una minaccia. Abbiamo basi militari in quei Paesi. Questi sono alcuni dei nostri più stretti alleati. Tutti loro sono di gran lunga i più stretti alleati insieme a Israele. (...) Perché gli israeliani dovrebbero commettere bombardamenti nei paesi del Golfo, che vengono attaccati anche dall’Iran? Non sono dalla stessa parte?"
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