03 Marzo 2026
Le bare dei primi 6 soldati statunitensi morti nella guerra in Iran sono rientrate in patria. Le casse, portate a spalla da altri militari Usa, con sopra la bandiera a stelle e strisce, giù dall'aereo fino a un furgone, rappresenterebbero, secondo diversi analisti geopolitici, "solamente una prima piccola parte delle vittime americane". Le famiglie dei caduti hanno protestato: "Sono morti in una guerra che non è nostra e che nessuno ha voluto".
Le Forze Armate degli Stati Uniti hanno iniziato a riportare in patria i resti dei militari caduti nel corso delle recenti operazioni contro la Repubblica islamica dell’Iran, dopo la pesante escalation della guerra iniziata alla fine di febbraio. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato che il numero ufficiale dei soldati statunitensi uccisi nelle azioni di ritorsione iraniana è salito a 6.
Negli ultimi giorni, le autorità militari statunitensi hanno predisposto cerimonie di rientro con le bare dei militari coperti dalla bandiera americana. Le salme, accompagnate dagli onori militari, sono state trasferite in aeroporti militari statunitensi in vista delle esequie nelle comunità d’origine.
I nomi dei soldati non sono stati resi pubblici fino al termine delle procedure di notifica dei familiari, ma fonti ufficiali hanno confermato che diverse delle vittime facevano parte di unità di supporto e di logistica dispiegate nella regione del Golfo quando basi e installazioni statunitensi sono state colpite da missili e droni lanciati da Teheran in risposta ai raid aerei occidentali.
Nonostante il conteggio ufficiale sia di sei vittime, circolano forti sospetti che il numero reale dei morti tra le truppe americane possa essere molto più alto, con alcune fonti iraniane che hanno rivendicato cifre drasticamente superiori, sebbene difficili da verificare.
La crescente contabilità delle perdite, unita alle testimonianze delle cerimonie funebri e alle immagini delle bare avvolte dalla bandiera, ha acceso un acceso dibattito negli Stati Uniti: alcuni leader politici chiedono trasparenza e chiarezza sui numeri reali, mentre altri sottolineano la gravità di una guerra che continua a espandersi e a causare vittime da entrambe le parti, senza che questa sia voluta da nessuno.
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