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Iran, continuano proteste pro-governo in università: "Teheran non diventerà mai Damasco, lunga vita a Khamenei" - VIDEO

Nei campus iraniani studenti contro i sostenitori dello scià: “Teheran non sarà Damasco”, tra tensioni interne e timori di ingerenze straniere

24 Febbraio 2026

Continuano le proteste pro-governative nelle università iraniane, portate avanti da studenti e studentesse di tutto il Paese. Gli slogan con cui i ragazzi sono scesi in piazza si rifanno alla resistenza dell'Iran nei confronti delle ingerenze esterne, sia da parte di Paesi come Usa e Israele, sia da parte dell'erede al trono, figlio dell'ex scià, Reza Pahlavi. "Lunga vita a Khamenei, Teheran non diventerà mai Damasco", questi i canti scanditi dai giovani.

Iran, continuano proteste pro-governo in università: "Teheran non diventerà mai Damasco, lunga vita a Khamenei"

Nelle università iraniane sono tornate le manifestazioni, ma questa volta con un segnale politico diverso da quello raccontato negli ultimi mesi da molti media occidentali. In diverse città, tra cui Teheran, gruppi di studenti hanno scandito slogan contro i sostenitori dello scià in esilio e contro l’ipotesi di un cambio di regime sostenuto dall’esterno.

Sediziosi senza radici, Teheran non diventerà mai Damasco!”, hanno gridato durante i cortei, in un chiaro riferimento alla guerra civile siriana e al timore che l’Iran possa precipitare in uno scenario simile. Le immagini diffuse sui social mostrano giovani riuniti nei campus universitari mentre espongono cartelli contro quella che definiscono “ingerenza straniera” e “svendita della patria”.

Le proteste arrivano in un momento di forte tensione regionale, con l’Iran al centro di pressioni diplomatiche e militari da parte di Israele e Stati Uniti. Negli ultimi mesi, le università iraniane sono state teatro sia di mobilitazioni critiche verso il governo sia di manifestazioni a sostegno della Repubblica islamica e della Guida Suprema, Ali Khamenei.

Nel mirino degli studenti scesi in piazza vi sono in particolare i sostenitori dell’ex principe ereditario Reza Pahlavi, che dall’estero ha più volte invitato le forze di sicurezza e l’esercito a prendere le distanze dall’attuale leadership iraniana.

Il clima resta polarizzato: da un lato chi chiede riforme o un cambio radicale; dall’altro chi teme che pressioni e interventi esterni possano destabilizzare il Paese. Le università, ancora una volta, si confermano epicentro del confronto politico iraniano.

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