09 Febbraio 2026
Nella nottata italiana tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio, si è tenuto il più grande evento sportivo americano, il Super Bowl. Più che della competizione, però, si è parlato dell'halftime, il momento in cui si esibiscono diversi ospiti musicali. A far parlare di sé quest'anno, l'artista portoricano Bad Bunny, che ha cantato interamente in spagnolo e che ha dedicato il suo show agli immigrati che cercano nuove opportunità negli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha espresso su Truth la sua contrarietà all'intervento, che ha mirato alle sue politiche migratorie, definendolo: "Il peggior show di sempre e uno schiaffo agli Usa".
Il Super Bowl LX si è chiuso senza suspense sul campo, ma ha acceso un confronto culturale e politico destinato a durare ben oltre il fischio finale. A Santa Clara i Seattle Seahawks hanno dominato i New England Patriots 29-13, conquistando il secondo titolo della loro storia. Eppure, a catalizzare l’attenzione globale non è stato il football, bensì l’halftime show di Bad Bunny.
Per la prima volta nella storia del Super Bowl, il palco centrale è stato affidato a un artista che canta esclusivamente in spagnolo. Una scelta che la Nfl ha presentato come segnale di apertura a un’America sempre più multiculturale, ma che ha subito innescato reazioni furiose nel fronte conservatore. Bad Bunny, portoricano e da anni voce critica delle politiche migratorie di Donald Trump, ha costruito uno show carico di simboli: Porto Rico, la diaspora latina a New York, la memoria delle comunità migranti e un messaggio esplicito di unità. Nessun riferimento diretto alle deportazioni dell’Ice, ma un racconto visivo e musicale che ha esaltato la diversità come parte fondante dell’identità americana.
Accanto a lui, ospiti come Lady Gaga e Ricky Martin hanno rafforzato il ponte tra culture, mentre la scenografia – dalle canne da zucchero a un matrimonio celebrato in diretta – ha trasformato lo stadio in un villaggio latino. Il finale, con l’elenco dei Paesi delle Americhe e lo slogan “Insieme siamo l’America”, ha suggellato il messaggio politico senza slogan espliciti.
La risposta di Trump non si è fatta attendere. In un lungo post su Truth, il presidente ha definito lo show “assolutamente terribile” e “uno schiaffo in faccia al Paese”, accusando Bad Bunny di non rappresentare i valori e la grandezza degli Stati Uniti. Parole che confermano come il Super Bowl, festa laica capace di unire milioni di americani, sia ormai anche un campo di battaglia sull’identità nazionale, sull’immigrazione e sul futuro culturale degli Usa.
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