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Grammy Awards, Bad Bunny: "ICE out (fuori), non siamo alieni, siamo umani e siamo americani, rispondiamo all'odio con l'amore" - VIDEO

Il cantante portoricano, premiato per il miglior album dell'anno e il miglior album di musica urbana con DeBÍ TiRAR MáS FOToS, ha criticato l'ICE sul palco mentre ritirava la statuetta. Diversi artisti hanno partecipato alla cerimonia con la spilla "ICE OUT"

02 Febbraio 2026

Dopo aver vinto il Grammy per il miglior album dell’anno con “Debí tirar más fotos”, interamente in spagnolo, Bad Bunny ha voluto dichiarare il proprio pensiero sull’Immigration and Customs Enforcement (ICE): "Prima di ringraziare Dio, voglio dire ICE fuori". Diversi artisti presente all'evento indossavano la spilla con la scritta "ICE out", da Billie Eilish a Kehlani, passando per la coppia composta da Justin e Hailey Bieber e Joni Mitchell.

Grammy Awards, Bad Bunny: "ICE out"

Dal palco sul quale ha ritirato la statuetta per il miglior album di musica urbana ai Grammy Awards, Bad Bunny ha lanciato un messaggio politico netto e chiarissimo: “ICE Out”, fuori l’ICE.

"ICE out. Noi non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni - ha dichiarato il cantante -. Siamo essere umani e siamo americani. L'unica cosa più potente dell'odio è l'amore. Non dobbiamo odiare. Dobbiamo amare la nostra gente. Amare la nostra famiglia. Questo è il modo di farlo. Con Amore. Non dimenticatevelo, per favore".

A 31 anni, Bad Bunny è diventato il primo artista latino-americano e il primo artista in lingua spagnola a vincere il premio per l’album dell’anno nei 68 anni di storia dei Grammy. Il suo discorso è stato il momento politico più esplicito della cerimonia, arrivato al termine di settimane di tensioni e proteste negli Stati Uniti contro l’ICE. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade di diverse città, da Minneapolis a Portland, passando per New York, Boston e Santa Ana.

Le proteste condividono un filo rosso comune: la denuncia dei metodi dell’Immigration and Customs Enforcement, considerati sempre più brutali e discriminatori. A Minneapolis, epicentro della protesta, la tensione è cresciuta dopo la morte di Renee Good, colpita da un agente dell’ICE durante un’operazione contestata. Parallelamente, l’arresto di bambini molto piccoli (2, 5 e 8 anni), tra i quali il piccolo Liam Ramos, ha trasformato il malcontento in un’ondata nazionale di mobilitazione e indignazione nazionale e internazionale, con cortei, scioperi e sit-in in numerosi Stati. Le tensioni sono nuovamente cresciute dopo la recente uccisione di Alex Pretti da parte di agenti federali dell’immigrazione.

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