09 Febbraio 2026
Il caso del “grande manovratore” Jeffrey Epstein è uno scandalo di proporzioni immense che tiene banco con ansia e trepidazione dal 2019, negli Stati Uniti. E mentre il resto del mondo occidentale, tra cui la nostra frastornata opinione pubblica (senza esprimere bassi commenti sulla nostra stampa nazionale, in genere !), ne ha cominciato a parlare in modo importante soltanto da pochi giorni, ecco la ultima fragrante novità. A partire da oggi, Lunedì 9 Febbraio 2026, tutti i membri del Congresso Americano potranno iniziare a visionare la versione non censurata dei files rilasciata l’altra settimana dal Dipartimento di Giustizia. Per i meno avveduti, il Congresso corrisponde al nostro Parlamento ed è composto da 541 eletti divisi tra la Camera dei Rappresentanti ed il Senato che provengono da tutti i 50 Stati che formano la unione.
Il processo di visione sarà possibile solo in forma personale accedendo ai locali dello stesso Dipartimento di Giustizia, secondo la lettera che questa istituzione ha inviato ad ogni Congressista. I membri, e solamente loro (nessun Collaboratore o “portaborse”, quindi !), potranno visionare tutto il materiale direttamente daicomputers che verranno messi a loro disposizione, ma non tramite documenti cartacei. Potranno prendere appunti (“..con carta, penna e calamaio”: Ndr.) ma sarà assolutamente vietato l’uso di dispositivi elettronici, o qualsiasi altra diavoleria tecnologica. Il tutto comunicando anzitempo.. con un preavviso di almeno 24 ore. L'esame, infine, riguarderà solo i 3 milioni di file attualmente disponibili al pubblico, ma non includerà tuttal'ampia raccolta di oltre 6 milioni di documenti che si ritiene siano stati archiviati. Si è così compiuta la promessa che il vice-Procuratore Generale Todd Wallace Blanche (che corrisponde al nostro vice-Ministro dell’analogo settore governativo) aveva annunciato lo scorso Venerdì 30 Gennaio durante la pubblicazione dei suddetti documenti.
A onor di cronaca.. occorre inoltre dire che due Deputati, alleati nella circostanza ma di fronti opposti, sono i maggiori responsabili del totale accadimento, in quanto sono i coautori della legge che ha portato il Dipartimento di Giustizia a pubblicare questa enorme quantità di documenti. Ed esattamente sono stati ancora loro, in quello stesso venerdì, cioè il Repubblicano del Kentucky, Thomas Massie, ed il Democratico della California, Ro Khanna, che hanno subito scritto a Blanche chiedendo l'accesso completo ai files che erano stati anneriti in diversi passaggi. Gli si sono accodati subito pure i Democratici della Commissione Giustizia.
Tuttavia questa opportunità concessa a tutti i Congressisti sarà disciplinata da un ordine di importanza: prima i leaders ufficiali assieme ai componenti delle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato; poi tutti gli altri. I primi si sono già affrettati nel prenotarsi: vogliono esser pronti a questionare il Procuratore Generale, la determinata Pam Bondi, questo stesso mercoledì, quando comparirà in Senato.
Ed è con queste incisive parole che Ro Khanna ha elogiato il significativo progresso di trasparenza con un tweet su ‘X’: "Quando il Congresso oppone resistenza, il Congresso può prevalere. Thomas Massie, ed io,abbiamo sempre creduto che il Congresso non debba essere uno zerbino. Non quando si tratta del fascicolo Epstein".
La evidente soddisfazione dei due politici.. però, non è stata di certo completa. Sempre nella stessa lettera, Khanna e Massie hanno affermato che la loro legge promulgata a Novembre è rimasta violata per i difetti sulla pubblicazione di.. "..comunicazioni interne del Dipartimento di Giustizia, tra cui e-mail, promemoria, verbali di riunione, riguardanti decisioni di incriminare, non incriminare, indagare o rifiutare di indagare su Epstein o i suoi associati" (loro testuali parole).
Ed ancora: "Abbiamo assistito a un approccio generalizzato alle parti censurate in alcune passaggi, mentre in altri i nomi delle vittime non sono stati affatto oscurati".
Vale la pena ricordare, ad ogni buon modo, che Il Dipartimento di Giustizia si era doverosamente accordatocon tutte le vittime sopravvissute ai crimini di Epstein, nel proteggere le loro identità. Di fatto, nella conferenza della scorsa settimana, Blanche lo ha ricordato dichiarando che sono stati inoltre.. "omessi o censurati fascicoli coperti da vari privilegi, tra cui il privilegio del processo deliberativo, la dottrina del prodotto del lavoro e il privilegio avvocato-cliente: in totale, circa 200.000 pagine sono state censurate o censurate sulla base di vari privilegi" (sue testuali parole). Ma le critiche continuano a non mancare.
Non va infine dimenticato che mentre il Congresso approvò il poi nominato “'Epstein Files Transparency Act” (letteralmente.. ‘Legge sulla trasparenza del caso Epstein’) come reazione negativa ad una nota del Luglioprecedente dell'FBI e del Dipartimento di Giustizia, che dichiarava.. “..di aver completato l’esame approfondito del caso, che nessun'altra persona sarebbe stata incriminata e che non avrebbero diffuso ulteriori informazioni sul caso”.. è stato poi il presidente Donald Trump a metterlo in esecuzione firmandolo il successivo 19 Novembre. Lo fece dando al Procuratore Generale 30 giorni di tempo per.. "rendere pubblicamente disponibili in un formato consultabile e scaricabile tutti i registri, i documenti, le comunicazioni e il materiale investigativo non classificati in possesso del Dipartimento di Giustizia" che coinvolgono Epstein, "incluse tutte le indagini, i procedimenti penali o le questioni relative alla custodia cautelare" (testuali parole).
Ad ognuno di noi il giudizio di questa sua azione.
Di Luca Poles

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