27 Gennaio 2026
"Abbiamo una grande armata in questo momento, e spero di non doverla usare": è questa l'ultima ammissione fatta dal Presidente Usa Donald Trump per quanto riguarda la crisi ormai da settimane in atto tra gli Stati Uniti e l'Iran.
Ennesima provocazione del tycoon. Questo pomeriggio, 27 Gennaio, in un'intervista radiofonica, Trump è tornato a minacciare l'ormai debole regime dell'ayatollah Ali Khamenei affermando che in Medio Oriente è schierata e pronta ad agire una forza navale imponente ("grande armata" l'ha definita). "Molto potente" e ben "più grande di quella che abbiamo inviato in Venezuela - ha funzionato benissimo" ha continuato il tycoon, smorzando poi i toni con un augurio di deterrenza, "Speriamo di non doverla usare".
"Pronta all'uso" per così dire, è la portaerei USS Abraham Lincoln Carrier Strike Group, posizionata da Washington con la solita scusa legata alla prevenzione, alla "sicurezza" e alla "stabilità regionali". Ma l'arsenale bellico statunitense al largo dell'Iran è imponente, tra sistemi di difesa aerea Patriot, strumenti antimissile THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), cacciatorpediniere e [X]. Pochi giorni fa, di ritorno dal World Economic Forum di Davos, Trump ammetteva nuovamente: "Abbiamo molte navi che vanno in quella direzione, nel caso in cui ...preferirei non vedere nulla accadere, ma lo stiamo osservando [l'Iran, ndr] molto da vicino". La tensione è alta, secondo indiscrezioni non è escluso che gli Usa attacchino l'Iran entro questa settimana", mentre intanto la leadership di Teheran - supportata da gruppi armati come Kata'ib Hezbollah - fa sapere che la risposta sarà "rapida e completa".
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