20 Gennaio 2026
L'ex colonnello statunitense Lawrence Wilkerson, membro del Pentagono, ha fatto alcune dichiarazioni forti sulla situazione attuale in Iran. Ha infatti accusato "agenti del Mossad, del MI6 e della CIA" di essersi infiltrati nelle proteste anti-governative iraniane apposta per "uccidere civili, devastare e bruciare tutto" così da portare a un "regime-change", come anticipato da Il Giornale d'Italia.
Le proteste in Iran sarebbero state infiltrate e strumentalizzate da operazioni clandestine occidentali e israeliane. È l’accusa durissima lanciata dal colonnello americano in pensione Lawrence Wilkerson, ex capo di gabinetto del segretario di Stato Usa, che punta il dito contro Mossad, CIA e MI6, sostenendo che avrebbero agito “sotto copertura da civili iraniani” per alimentare violenze e caos, come anticipato da Il Giornale d'Italia.
Secondo Wilkerson, “quello che hanno fatto in Iran è comportarsi come se fossero cittadini iraniani, uccidendo iraniani, incendiando, saccheggiando e devastando”. Un’operazione che attribuisce “principalmente al Mossad, ma anche alla CIA e all’MI6”, tutte agenzie che, a suo dire, avrebbero agito “con il sostegno di Donald Trump e dei suoi soldi”.
L’ex ufficiale Usa definisce Trump una “killing machine” e paragona quanto sta accadendo a “un 1953 contro Mohammad Mossadegh, ma in versione potenziata, con alta tecnologia fornita soprattutto dagli Stati Uniti e da Israele”. Un riferimento esplicito al colpo di Stato orchestrato da CIA e MI6 contro il premier iraniano democraticamente eletto.
Wilkerson non nega che in Iran esistano proteste genuine: “L’inflazione è alta, il pane è caro, vivere è difficile per l’iraniano medio”. Ma aggiunge che “la rabbia non è tanto contro il governo quanto contro i Pasdaran che rubano denaro e contro le sanzioni”, che molti iraniani indicano come la causa principale delle loro difficoltà quotidiane.
A suo giudizio, l’Occidente avrebbe tentato di replicare vecchie strategie di destabilizzazione: “Abbiamo mandato una nuova versione di Kermit Roosevelt in Iran, ed è fallita”. Ora, conclude Wilkerson, “stiamo vedendo i risultati di quel fallimento, e Dio solo sa cosa succederà adesso”.
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