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Iran, Khamenei contro Trump: "È colpevole per i morti durante le proteste e per i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione”

Il leader supremo iraniano fa riferimento a come dietro le proteste anti-regime vi siano le influenze americane e israeliane, comprese alcune cellule di Mossad e Cia inviate in Iran per fomentare le rivolte

17 Gennaio 2026

Iran, Trump minaccia: “Dazi al 25% per chi commercia con Teheran”, Usa verso raid imminenti, avvertiti cittadini americani: “Lasciate Paese”

Trump-Khamenei Fonte: X @SumitHansd

La Guida suprema dell’Iran prende di mira il presidente degli Stati Uniti. All’indomani delle manifestazioni nelle città iraniane, della dura repressione del regime e delle minacce di un possibile intervento da parte di Donald Trump, Ali Khamenei passa all’attacco: “Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana”, ha dichiarato l’ayatollah in un messaggio pubblicato su X in occasione della ricorrenza islamica dell’Eid al-Mab’ath.

Il leader supremo iraniano fa riferimento a come dietro le proteste anti-regime vi siano le influenze americane e israeliane, comprese alcune cellule di Mossad e Cia inviate in Iran per fomentare le rivolte.

Iran, Khamenei contro Trump: "È colpevole per i morti durante le proteste e per i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione”

Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo“, ha detto invece venerdì Trump rispondendo ai giornalisti che gli domandavano se fossero stati leader arabi e israeliani a dissuaderlo da un’azione militare contro Teheran. “Ieri erano previste oltre 800 impiccagioni. Non hanno impiccato nessuno. Hanno annullato le impiccagioni. Questo ha avuto un grande impatto”, ha aggiunto il presidente americano.

Secondo il Wall Street Journal, il tycoon sarebbe stato propenso a ordinare un attacco contro l’Iran già martedì, chiedendo al Pentagono di predisporre i preparativi. I vertici militari statunitensi si sarebbero ritirati aspettandosi l’ordine definitivo per colpire mercoledì. Tuttavia, l’autorizzazione non è mai arrivata: di fronte a valutazioni contrastanti all’interno dell’amministrazione sulla reale possibilità di un crollo del regime, Trump avrebbe rinunciato al raid, anche a causa della carenza di adeguate risorse militari nella regione e delle pressioni esercitate da Israele e dai Paesi arabi, come anticipato anche dal Giornale d'Italia.

Nel frattempo l’Iran si appresta a rendere "completo e definitivo" il blackout di Internet sul territorio nazionale. L’accesso a una versione limitata della rete globale sarà consentito solo a soggetti autorizzati dalle autorità, secondo quanto denunciato dall’ong Filterwatch, che monitora la censura online in Iran e viene citata dal Guardian. L’organizzazione raccoglie le testimonianze di numerosi attivisti e fonti interne al Paese. “È in via di definizione un piano classificato per trasformare l’accesso alla rete globale in un ‘privilegio governativo”, ha spiegato Amir Rashidi, direttore dell’ong. “I media di Stato e portavoce del governo hanno già segnalato che è in corso una trasformazione permanente, e anticipato che l’accesso senza limiti non sarà possibile neanche dopo il 2026”. In base a questo progetto, solo le persone in possesso di un’autorizzazione di sicurezza — ottenuta dopo verifiche governative — potranno collegarsi a una versione filtrata di Internet, ha precisato Rashidi. La popolazione comune, invece, potrà utilizzare esclusivamente l’Internet iraniano: una rete nazionale parallela, separata dal resto del mondo.

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