07 Marzo 2026
L'Iran ha accusato Stati Uniti e Israele davanti al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di star commettendo "crimini di guerra e contro l'umanità" con i loro bombardamenti sulla Repubblica Islamica. L'ambasciatore Amir Saeid Iravani ha infatti denunciato l'uccisione di almeno 1332 civili iraniani nei raid di Washington e Tel Aviv.
L’Iran accusa Stati Uniti e Israele di aver commesso “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità” nei bombardamenti che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane. A lanciare l’accusa è stato l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Nel suo intervento, il diplomatico ha affermato che almeno 1332 civili iraniani sono stati uccisi e migliaia feriti nei raid condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo Teheran, gli attacchi avrebbero colpito non solo obiettivi militari ma anche aree civili densamente popolate, infrastrutture e strutture pubbliche.
“I raid hanno preso di mira deliberatamente zone urbane dove vivono milioni di persone”, ha dichiarato Iravani davanti al Consiglio di Sicurezza. “Il risultato di questo brutale attacco armato è che centinaia di civili sono stati uccisi o feriti”.
Il rappresentante iraniano ha citato in particolare l’attacco contro una scuola elementare femminile nella città di Minab, nella provincia di Hormozgan. “Gli aggressori hanno colpito anche una scuola, causando la morte di almeno 168 bambine”, ha denunciato. “Questo non è solo un atto di aggressione: è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità”.
Nel suo discorso, Iravani ha sostenuto che l’Iran sta esercitando il diritto alla difesa previsto dal diritto internazionale. “La Repubblica islamica sta esercitando il proprio diritto intrinseco all’autodifesa secondo l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, ha affermato.
“Le forze armate iraniane utilizzeranno tutte le capacità difensive necessarie per contrastare questa aggressione criminale”, ha aggiunto, avvertendo che basi e infrastrutture delle forze ostili nella regione saranno considerate obiettivi militari legittimi.
Di fronte alle accuse iraniane, l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha difeso l’operazione militare congiunta con Washington, sostenendo che i raid sono stati necessari per fermare una “minaccia esistenziale” rappresentata dal programma nucleare e missilistico iraniano.
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