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Raid Usa su Venezuela, Trump minaccia: "Governeremo Paese e supervisioneremo transizione verso nuovo governo, dominiamo Occidente del mondo" - VIDEO

Trump rivendica il raid in Venezuela: “Assalto come nella Seconda Guerra Mondiale”. Maduro arrestato, Usa pronti a governare la transizione e colpire ancora

03 Gennaio 2026

Il presidente americano Donald Trump ha tenuto un punto stampa in seguito ai raid Usa sul Venezuela delle scorse ore. Il tycoon, accompagnato dal Segretario di Stato Marco Rubio e dai più alti gradi militari del Paese, ha annunciato che gli Usa "governeranno Caracas e supervisioneranno la situazione fino alla transizione del nuovo governo". Trump ha poi parlato di "dottrina Monroe", divenuta "Donroe", in cui gli Stati Uniti sono tornati a "dominare l'emisfero occidentale del mondo".

Raid Usa su Venezuela, Trump minaccia: "Governeremo Paese e supervisioneremo transizione verso nuovo governo, dominiamo Occidente del mondo"

Donald Trump ha confermato e rivendicato pubblicamente l’operazione militare statunitense in Venezuela con una lunga e durissima conferenza stampa da Mar-a-Lago, definendola "un assalto spettacolare come non se ne vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale". "Stamattina, su mio ordine, gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione militare in Venezuela", ha detto il presidente, parlando di "un’incredibile dimostrazione di forza e competenza degli Stati Uniti".

Secondo Trump, l’attacco ha colpito "una fortezza militare pesantemente fortificata nel cuore di Caracas" con l’obiettivo di "assicurare alla giustizia il dittatore fuorilegge Nicolás Maduro". Il presidente ha aggiunto che "le luci a Caracas sono state spente grazie a una certa competenza che abbiamo" e che l’operazione è stata condotta "in collaborazione con le forze dell’ordine", con "molte navi in attesa" al largo. "Sapevano che saremmo arrivati", ha sottolineato.

Trump ha confermato che "Maduro e Flores, sua moglie, sono in viaggio verso New York, dove saranno incriminati per la loro campagna di traffico di droga negli Stati Uniti", ribadendo che "il 97% della droga proviene da questo posto chiamato Venezuela". Nessuna vittima americana, ha assicurato: "Nessun membro delle forze armate statunitensi è stato ucciso", pur ammettendo "diversi scontri a fuoco".

Il presidente ha annunciato che gli Stati Uniti "governeranno il Venezuela fino a quando non ci sarà una transizione sicura e corretta", spiegando: "Guideremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura. Vogliamo pace, libertà e giustizia per il grande popolo del Venezuela". Ha inoltre dichiarato che "le nostre grandi compagnie petrolifere interverranno e spenderanno miliardi per riparare le infrastrutture petrolifere" e che "opereranno nostre compagnie di petrolio".

Sul piano militare, Trump ha avvertito: "Siamo pronti a organizzare un secondo attacco molto più grande, se necessario" e "Non abbiamo paura di avere soldati sul campo in Venezuela". Ha paragonato la cattura di Maduro alle operazioni contro "Soleimani e al-Baghdadi", parlando di "una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste".

Il capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine ha confermato che l’operazione, denominata Operation Absolute Resolve, ha impiegato F-22, F-35, F/A-18, EA-18G, E-2 e B-1, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato: "L’America può proiettare la propria volontà ovunque e in qualsiasi momento". Trump ha infine evocato la Dottrina Monroe, o meglio, Donroe: "È una cosa importante. Ce ne siamo dimenticati. Ora la ricordiamo".

Trump ha inoltre lanciato avvertimenti diretti ai Paesi della regione. Rivolgendosi al presidente colombiano Gustavo Petro, ha dichiarato che "dovrebbe guardarsi il cu*o", mentre su Cuba ha parlato di "regimi che osservano attentamente" quanto accaduto a Caracas, avvertendo che "nessuno è al sicuro se minaccia gli interessi degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale".

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