Raid Usa contro Venezuela, leader opposizione Machado esulta: "Pronti a prendere controllo del governo" scavalcando vicepresidente Rodriguez
Dopo il blitz Usa, Maria Corina Machado detta la linea: “Pronti ad assumere il governo”. L’opposizione venezuelana si prepara alla transizione, senza però seguire l'iter per cui dovrebbe salire in carica la vicepresidente Rodriguez
In seguito al raid statunitense sul Venezuela, avvenuto nelle prime ore della mattinata italiana, con cui il presidente Nicolas Maduro e la moglie sono stati catturati e portati via dal Paese, la leader dell'opposizione, nonché vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025 Maria Corina Machado ha scritto sui suoi social: "Siamo pronti a prendere il controllo del governo". Le sue parole appaiono a molti osservatori internazionali come concordanti con l'azione militare offensiva americana e irrispettose dell'iter legislativo venezuelano, che vede entrare in scena la figura del vicepresidente in casi di emergenza.
Raid Usa contro Venezuela, leader opposizione Machado esulta: "Pronti a prendere controllo del governo" scavalcando vicepresidente Rodriguez
"Siamo pronti. Il regime è finito e l’opposizione democratica è pronta ad assumersi la responsabilità del governo". È questo, secondo fonti vicine alla leadership dell’opposizione, il messaggio che Maria Corina Machado ha fatto arrivare ai suoi alleati dopo il raid statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e di Cilia Flores. Una linea netta, senza ambiguità, che segna un punto di svolta politico oltre che militare.
A confermare il clima che attraversa il fronte democratico è Mariela Magallanes, responsabile internazionale di La Causa Radical ed ex deputata dell’Assemblea Nazionale, oggi in esilio in Italia. "Siamo emotivamente coinvolti, ma con la mente fredda", ha spiegato. "Il sogno resta tornare nel nostro Paese, ma questo è il momento della lucidità".
Secondo Magallanes, la posizione di Machado è chiara: "Maria Corina ha sempre detto che il regime di Maduro rappresenta una minaccia strutturale. Oggi quella valutazione trova una risposta concreta. Dopo questo raid, l’opposizione è pronta a guidare una transizione". E ha aggiunto: "Non si tratta di vendetta, ma di responsabilità. Il Venezuela ha bisogno di un governo legittimo subito".
Machado, indicata come il vero punto di riferimento politico dell’opposizione, avrebbe ribadito che "non c’è spazio per negoziati con chi ha distrutto le istituzioni" e che "la comunità democratica venezuelana è pronta a prendere il controllo dello Stato per ristabilire legalità e ordine". Una linea dura, “contro Machado” solo nel senso di apertamente contrapposta al madurismo, che esclude qualsiasi continuità con l’apparato del regime.
Sul terreno, la prudenza resta massima. "La leadership democratica, con Machado ed Edmundo González, osserva attentamente l’evoluzione degli eventi", ha spiegato Magallanes. "Ma siamo pronti. Le valigie sono pronte".
E tuttavia, la linea indicata da Machado apre anche un fronte di forte controversia giuridica e politica. Secondo la legislazione venezuelana vigente, in caso di assenza o impedimento del presidente, il potere esecutivo dovrebbe passare alla vicepresidente Delcy Rodríguez. La volontà dell’opposizione di assumere direttamente il controllo del governo viene quindi letta da molti osservatori internazionali come un tentativo di impadronirsi del potere al di fuori del quadro costituzionale. Una scelta che, se confermata, rischia di aprire una nuova fase di conflitto istituzionale, proprio mentre il Paese entra in una delle transizioni più delicate e incerte della sua storia recente.
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