20 Febbraio 2026
Witkoff-Araghchi Fonte: X @tzvai_tracker
Le probabilità che gli Stati Uniti colpiscano l'Iran con un attacco "chirugico" cioè "limitato" e, potenzialmente, diretto contro singoli individui si fanno più palpabili mentre, nell'escalation generale, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi afferma che "una bozza di accordo" sarà consegnata a Steve Witkoff entro 2-3 giorni.
Il terrorismo psicologico incusso dagli Stati Uniti con le continue minacce di attacchi militari contro il regime iraniano potrebbero sortire i loro effetti e far ottenere a Washington ciò che vuole l'amministrazione Trump. Infatti, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe aver "acquietato" momentaneamente le mire belliche trumpiane con l'annuncio fatto oggi, 20 Febbraio: una bozza di accordo con gli Stati Uniti ci sarà, e sarà "pronta entro due o tre giorni". "Dopo la conferma definitiva da parte dei miei superiori, sarà consegnata a Steve Witkoff" ha dichiarato il ministro in un'intervista pubblicata nel programma Morning Joe dello statunitense Msnbc.
"Forse avremo bisogno di un'altra sessione per parlare di questo e poi cominciare a lavorare su questa bozza per, si spera, una buona conclusione" ha rassicurato l'iraniano aprendo alla possibilità di un terzo round negoziale "serio sul testo" e respingendo categoricamente l'idea che al "problema" del nucleare in Iran si possa porre fine con un attacco bellico. "C'è stato un enorme attacco alle nostre strutture, hanno assassinato i nostri scienziati, ma non sono riusciti a distruggere il nostro programma nucleare. Perché? Perché è stato sviluppato da noi stessi, dai nostri scienziati. Questa è una tecnologia sviluppata da noi. Ci appartiene e non può essere distrutta dai bombardamenti, militarmente".
Le dichiarazioni di Araghchi mostrano una volontà, per quanto difficile, di dialogo da parte dell'Iran, ma Trump non abbandona l'idea di colpire il Paese mediorientale, ora poi che la USS Gerald Ford, la più grande portaerei al mondo, è entrata nel Mediterraneo e, fino a poco più di cinque ore fa, si trovava in prossimità dello Stretto di Gibilterra. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump ai giornalisti, non è esclusa la possibilità che gli Usa sferrino un attacco militare limitato contro Teheran. Non solo: la pianificazione militare statunitense non esclude che l'attacco possa colpire singole entità sebbene i funzionari Usa che hanno rilasciato le indiscrezioni non abbiano offerto ulteriori dettagli in merito.
Pure, secondo quanto riportato dal New York Times, Trump tuttora non ha fornito spiegazioni né sul perché attaccare l'Iran né sul perché farlo proprio ora. I consiglieri di Trump hanno infatti fornito ogni volta motivazioni diverse per l'attacco, parlando prima di "proteggere i manifestanti", poi di "distruggere l'arsenale missilistico", poi anche di "fermare il sostegno iraniano a Hezbollah ed Hamas". Le "vere" motivazioni restano oscure anche perché, continua la testata americana, "la maggior parte dell'uranio" è stata distrutta a Giugno.
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