03 Gennaio 2026
Fonte: La Presse
Gli Stati Uniti d'America sono infine passati all'azione e hanno bombardato il Venezuela di Maduro. In particolare, è stata colpita duramente la capitale, Caracas. Ovviamente, adesso non vale più la narrazione secondo cui l'aggredito ha sempre ragione e l'aggressore ha sempre torto. Infatti, le aggressioni democratiche e umanitarie della civiltà del dollaro sono sempre per definizione buone e cattivo è chiunque provi a resistere. Gli Stati Uniti lo fanno ufficialmente per combattere il narcotraffico, ma in realtà la vera motivazione è duplice e di ben altro tipo. In primo luogo, ovviamente, il petrolio, di cui il Venezuela è ricchissimo. In secondo luogo, perché Maduro è un patriota socialista che, portando avanti la gloriosa linea di Chavez, da anni resiste fieramente all'imperialismo USA e al neoliberismo annesso. Crolla oltretutto la ridicola favola secondo cui "Donald Trump non fa guerre", il leitmotiv preferito dei capita insanabilia che restano comunque subalterni all'imperialismo americano. Il prossimo obiettivo statunitense potrebbe presto essere l'Iran, altro Stato che fieramente resiste all'imperialismo della globalizzazione neoliberale sotto cupola atlantista. Il discorso apologetico dell'imperialismo resta sempre il medesimo: vi sono dittatori perfidi che, novelli Hitler devono essere rovesciati con bombe umanitarie e con missili democratici (è la reductio ad Hitlerum di cui scriveva il filosofo Leo Strauss). In tal guisa, l'aggressione imperialistica si camuffa da liberazione benemerita. Ovviamente tutti i media occidentali stanno con gli Stati Uniti d'America e puntano il dito contro Maduro demonizzandolo come dittatore: una prova ulteriore della corruzione e della menzogna dominanti nell'occidente a stelle e strisce. È da sperare che Cina, Russia e altri paesi Brics difendano strenuamente il Venezuela di Maduro. Ed è altresì da sperare che lo stesso Maduro riesca a resistere e a opporre resistenza al vile attacco imperialistico della neobarbarica civiltà del dollaro. I capita insanabilia gravidi di ideologia continuano a ripetere che il nemico e la Russia, la Cina, il Venezuela, l'Iran: ancora non hanno capito, o fingono di non capire, che il nemico è l'imperialismo americano, vettore del turbocapitalismo senza frontiere.
di Diego Fusaro
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