03 Gennaio 2026
In base alla classifica delle riserve mondiali di petrolio, 4 Paesi deterrebbero oltre metà delle scorte globali di greggio, concentrando su di sé un enorme potere economico e geopolitico: primo c’è il Venezuela con 303 miliardi di barili, seguito dall’Arabia Saudita con 267 miliardi, dall’Iran con 209 e dal Canada con 163.
In testa alla classifica c’è il Venezuela, con 303 miliardi di barili, una quantità che supera qualsiasi altro Paese. Proprio per questo, i raid di oggi di Donald Trump sul Paese potrebbero rientrare, secondo diverse letture geopolitiche, nella strategia del presidente Usa per accaparrarsi le scorte petrolifere venezuelane, indebolendo Caracas e rafforzando l’influenza di Washington nell’area. Inoltre, secondo diverse analisi, il tycoon vorrebbe anche infrastrutture chiave come il Canale di Panama, indicato tra i prossimi obiettivi strategici degli Usa.

Subito dopo troviamo l’Arabia Saudita con 267 miliardi di barili, pilastro dell’OPEC e ago della bilancia del mercato globale. Seguono Iran (209 miliardi), Canada (163 miliardi) e Iraq (145 miliardi), che insieme a Riyadh e Caracas concentrano oltre metà delle riserve mondiali. Nel Golfo Persico spiccano anche Emirati Arabi Uniti (113 miliardi), Kuwait (102 miliardi) e Qatar (25 miliardi), confermando il peso strategico della regione.
Nel continente americano, oltre al Venezuela e al Canada, Stati Uniti (45 miliardi), Messico (5,1 miliardi), Brasile (15,9 miliardi), Ecuador (8,3 miliardi), Colombia (2 miliardi), Argentina (3 miliardi) e Cile (0,2 miliardi).
In Eurasia spiccano Russia (80 miliardi), Kazakhstan (30 miliardi), Azerbaigian (7 miliardi), Oman (5 miliardi), Cina (28 miliardi), India (5 miliardi), Indonesia (2,4 miliardi), Vietnam (4,4 miliardi), Malesia (2,7 miliardi), Brunei (1,1 miliardi), Turkmenistan (0,6 miliardi) e Uzbekistan (0,6 miliardi). Presenti anche Norvegia (6,9 miliardi), Regno Unito (1,5 miliardi), Danimarca (0,4 miliardi), Ucraina (0,4 miliardi) e Bielorussia (0,2 miliardi).
In Africa il petrolio resta cruciale per Libia (48,4 miliardi), Nigeria (37 miliardi), Algeria (12,2 miliardi), Sudan (5 miliardi), Angola (2,6 miliardi), Gabon (2 miliardi), Congo (1,8 miliardi) ed Egitto (3,3 miliardi). Chiude il quadro l'Australia (1,8 miliardi).
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