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Congo, inondazioni nella provincia di Maniema e straripamento dei fiumi Ulindi e Congo: oltre 10 morti, 150 feriti e 2500 sfollati - VIDEO

Anche l’area della capitale Kinshasa è stata colpita e le previsioni indicano nuove precipitazioni nei prossimi giorni, aumentando il timore di un ulteriore peggioramento dell’emergenza

23 Febbraio 2026

Le inondazioni nella provincia di Maniema, nel centro-est della Repubblica Democratica del Congo, hanno provocato una grave emergenza umanitaria con oltre 10 morti, circa 150 feriti e più di 2.500 famiglie rimaste senza casa dopo lo straripamento dei fiumi Congo e Ulindi. Le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno sommerso interi villaggi, distrutto infrastrutture essenziali e messo a rischio la sopravvivenza di migliaia di persone, mentre le autorità locali lanciano un appello urgente per ricevere aiuti.

Congo, inondazioni nella provincia di Maniema e straripamento dei fiumi Congo e Ulindi: oltre 10 morti, 150 feriti e 2500 sfollati - VIDEO

Le precipitazioni eccezionali che hanno colpito la provincia di Maniema hanno causato l’esondazione dei fiumi Congo e Ulindi, travolgendo le comunità dei villaggi di Kasera, Tubila e Ulindi, nel territorio di Punia. Secondo quanto riferito dal responsabile della società civile locale Jean-Claude Ngoy "almeno 2.533 famiglie sono state colpite dopo che le loro case sono state sommerse dalle acque. Facciamo appello alle autorità provinciali e nazionali, nonché agli attori umanitari, per il loro sostegno". Le piogge intense hanno interessato anche altre zone occidentali del Paese, inclusa l’area della capitale Kinshasa. Le previsioni indicano nuove precipitazioni nei prossimi giorni, aumentando il timore di un ulteriore peggioramento dell’emergenza.

Il bilancio parla di oltre 10 vittime e circa 150 persone rimaste ferite, mentre migliaia di sfollati si trovano ora senza riparo e con accesso limitato ai beni di prima necessità. Le inondazioni hanno inoltre devastato scuole, centri sanitari e fonti di acqua potabile, aggravando una situazione già fragile. Un team di valutazione composto da autorità locali e rappresentanti della società civile ha verificato che vaste aree coltivate e numerosi stagni per l’allevamento ittico sono stati sommersi. La perdita dei raccolti e delle riserve alimentari espone la popolazione al concreto rischio di insicurezza alimentare nelle prossime settimane. 

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