Lunedì, 23 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Cisgiordania, coloni israeliani sradicano 20 ulivi antichi tra il villaggio di Al-Mughayyir e Abu Falah a nordest di Ramallah - VIDEO

Dal 1967 a oggi oltre 2,5 milioni di ulivi palestinesi sono stati distrutti tra operazioni militari, incendi, bulldozer e attacchi di coloni

23 Febbraio 2026

Nuovo episodio di violenza contro la terra in Cisgiordania, dove coloni israeliani hanno sradicato durante la notte 20 ulivi antichi tra il villaggio di Al-Mughayyir e Abu Falah, a nordest di Ramallah. Gli alberi, molti dei quali secolari, rappresentavano una fonte di sostentamento per le famiglie palestinesi della zona e un simbolo profondo di identità e radicamento. L’ennesimo attacco si inserisce in un contesto più ampio di distruzione sistematica degli uliveti palestinesi, che negli ultimi decenni ha colpito milioni di alberi in tutto il territorio occupato.

Cisgiordania, coloni israeliani sradicano 20 ulivi antichi tra il villaggio di Al-Mughayyir e Abu Falah a nordest di Ramallah - VIDEO

L’azione è avvenuta nelle ore notturne, in un’area agricola situata tra i villaggi di Al-Mughayyir e Abu Falah. Al mattino i proprietari dei terreni hanno trovato gli ulivi divelti e abbandonati a terra. Si trattava di piante antiche, curate da generazioni e parte integrante del paesaggio rurale palestinese.

L’ulivo, in Palestina, non è soltanto una coltivazione. È memoria collettiva, continuità familiare, legame con la terra. Dal 1967 a oggi oltre 2,5 milioni di ulivi palestinesi sono stati distrutti tra operazioni militari, incendi, bulldozer e attacchi di coloni. Molti di questi alberi avevano centinaia di anni, alcuni addirittura più di mille. Secondo dati del Ministero dell’Agricoltura palestinese, negli ultimi mesi circa il 74 per cento delle aree coltivate a ulivo è stato danneggiato o raso al suolo, per un totale di oltre 2,2 milioni di alberi compromessi. Prima dell’ultima escalation, quasi la metà delle terre coltivate in Cisgiordania e Gaza era occupata da uliveti. 

Negli ultimi mesi gli attacchi contro contadini e raccolti si sono moltiplicati. In molte aree vicine agli insediamenti israeliani l’accesso ai campi è subordinato a permessi militari spesso negati, impedendo ai proprietari di curare e proteggere le proprie coltivazioni. La distruzione degli ulivi non rappresenta soltanto un danno economico. È un colpo diretto al tessuto sociale e culturale palestinese. Sradicare un ulivo significa interrompere un legame che attraversa generazioni, cancellare una presenza storica e trasformare progressivamente il paesaggio agricolo. In un territorio dove l’ambiente è già sottoposto a pressioni estreme, ogni albero abbattuto diventa il simbolo di una ferita che va oltre la perdita materiale.

Seguici su

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti