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San Leucio festeggia i 250 anni dalla sua fondazione. Ospiti d’onore i principi Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie

La Real Colonia di San Leucio celebra 250 anni dalla sua fondazione, per iniziativa della Casa di Borbone delle Due Sicilie, a suggellare idealmente un esperimento sociale e industriale ben riuscito nato nel 1776 con Re Ferdinando IV

25 Marzo 2026

San Leucio festeggia i 250 anni dalla sua fondazione. Ospiti d’onore Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie

San Leucio celebra i 250 anni dalla sua istituzione tra innovazione e tradizione e lo ha fatto con una grande cerimonia alla presenza dei principi Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, discendenti di Re Ferdinando IV di Borbone che volle la sua nascita nel 1776. La ricorrenza, organizzata dalla Fondazione Orizzonti per i festeggiamenti dell'Anno Leuciano, ha voluto restituire centralità e visibilità ad un territorio che per primo in Europa diede vita ad un modello di "sociale ed economico illuminato". L'approvazione del Codice leuciano sancì infatti la nascita e il riconoscimento della parità di genere, l'istruzione obbligatoria, l'assistenza medica gratuita, dando vita ad una città-industria per la lavorazione della seta. «Considero la partecipazione delle Altezze reali - ha detto Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti - e la disponibilità ad incontrare gli eredi delle storiche famiglie seriche, alle quali verrà consegnata una targa celebrativa, un segnale di grande attenzione e di rispetto per il territorio e la sua storia. Ma anche la testimonianza di un legame ancora vivo con la comunità locale. Ne è testimonianza la scelta della principessa Camilla di farsi confezionare, da un opificio della zona, degli abiti realizzati con le sete di San Leucio da indossare in occasione della cerimonia». La posa della prima pietra della Real Colonia, avvenuta proprio il 25 marzo, l'uguaglianza giuridica tra uomo e donna riconosciuta dal suo statuto paritario e celebrata a Caserta dal 6 all’8 marzo scorsi in occasione del Festival 'Caserta - "a Città delle donne" che ha messo in luce i talenti e le eccellenze femminili, la presentazione del libro 'Storie operaie' di Fosca Pizzaroni, che ricostruisce la vita delle lavoratrici impegnate nelle fabbriche seriche di San Leucio tra il 1950 e il 2018, sono tutte tessere di uno stesso puzzle che si pone un obiettivo ambizioso, quello di offrire una nuova narrazione del territorio. «Ci stiamo preparando a celebrare l'eredità e la responsabilità che la storia di San Leucio ci consegna - spiega Menniti - con l'impegno di costruire un futuro che sia all'altezza del suo passato. Quando mi sono trasferito qui, nel 2024, c'era molto scetticismo sulle potenzialità di questo sito. Il borgo di San Leucio era percepito più come un problema che come una risorsa. Oggi, con grande soddisfazione, posso dire che sto registrando un cambio di approccio e di mentalità. Le persone si stanno rendendo conto delle grandi opportunità che San Leucio e la stessa Caserta offrono». Alla cerimonia, svoltasi nella mattina di mercoledì 25 marzo al Belvedere, patrimonio Unesco dal 1997, erano presenti autorità nazionali e regionali della Campania, ed è stata data lettura dei messaggi istituzionali del ministro delle imprese, Adolfo Urso, e della ministra per le pari opportunità, Eugenia Roccella. I lavori sono stati coordinati dallo storico e giornalista Paolo Mieli. Tra le novità l'istituzione dell'associazione "Amici di San Leucio" per contribuire a tutelare e valorizzare il sito.

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