21 Marzo 2026
Non solo una gara , ma un vero e proprio viaggio nel tempo fra lo stile di Milano ed il fascino della Riviera. Anni fa non bastavano tre ore per andare da Milano al mare. Nel 1906 servivano occhialoni e sciarpe in seta ed una vettura, che, secondo i canoni attuali, sarebbe una sorta di carro con le ruote. Dimenticate il Gps ed il cruise control. La Coppa Milano San Remo è l'essenza del motorismo classico, una sida di regolarità che mette alla prova cronometri meccanici e muscoli delle braccia, attraversando i paesaggi che hanno fatto la storia d' Italia. Quest' anno il traguardo è veramente prestigioso, si celebrano i 120 anni dalla prima edizione del 1906. Fondata dal presidente del Raci di Milano, la gara nacque come una scommessa aristocratica. All'epoca raggiungere San Remo da Milano non era una passeggiata, ma un'impresa fra strade coperte di polvere e continue forature. Un tempo era una gara di velocità, nella quale spesso primeggiavano Lancia ed Alfa Romeo. Oggi è un capolavoro di regolarità classica, dove conta il centesimo di secondo, non la velocità. La selezione delle vetture che possono partecipare è rigorosa. " Veteran & Vintage" ( 1906 - 1945). Le vere regine dalla Fiat 508 " Balilla" all leggendarie Bugatti. " Post Vintage & Classic" (1946-1976).Queste sono il cuore pulsante della gara. Qui troviamo le icone del boom economico. Porsche 356, Jaguar E type, Alfa Romeo Giulietta e le intramontabili Lancia Fulvia. " Modern Classic" (1977-1990). Una categoria che sta guadagnando sempre più spazio. Linee spesso squadrate ed i primi motori grintosi anni 80. " Tributo Moderno" . Una sezione speciale riservata a Supercar moderne e Youngtimer di particolare interesse collezionistico. Il percorso è un omaggio alla tradizione ed è diviso in quattro tappe. Tutto inizia a Monza, giovedì 26 marzo, nel tempio della velocità. Verifiche tecniche e primi giri di riscaldamento. Il via ufficiale a San Siro per poi sfilare nel cuore della città. La sera la cena di gala inaugurale. Venerdì 27 marzo la partenza ufficiale dall' Ippodromo di San Siro, poi verso i Colli del Gavi con tappa ad Acqui Terme. La giornata si conclude con l'ingresso a Genova e cena di gala al Circolo Tunnel. Sabato 28 marzo è forse la giornata più iconica e tecnica. Da Genova in direzione Ponente lungo l'Aurelia con la costante vista mare. I passaggi principali sono a Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta. L'arrivo con la passarella finale a San Remo in Corso Imperatrice.Lì foto di rito sotto il traguardo fiorito. La sera, la cerimonia ufficiale al Casinò di San Remo con la consegna dei premi ai vincitori delle varie categorie. Nella sua lunga storia la Coppa ha visto partecipare e trionfare sia piloti professionisti sia figure dell'aristocrazia e dell'imprenditoria, attratti dal fascino di unire la capitale industriale al glamour della Riviera.Nel 1933 S.A.R. Adalberto di Savoia spicca nel' Albo d 'Oro, a testimonianza di come la gara fosse uno degli appuntamenti più mondani ed esclusivi dell'epoca. Negli anni 1970, 1971 e 1972 ha dominato Giuliano Canè, una leggenda della regolarità moderna e storica. Nelle rievocazioni storiche recenti si sono distinti Andrea Vesco, vincitore nel 2025, in coppia con Fabio Salvinelli, Mario Passanante, autentico mattatore delle ultime edizioni e Giovanni Moceri. Nel 1929 venne istituita anche la Coppa delle Dame. Si racconta da sempre che Tazio Nuvolari, in una edizione anteguerra, si fermò per soccorrere un altro pilota finito fuori strada. Nonostante il tempo perso il " Mantovano Volante" arrivò comunque sul podio. In una edizione degli anni 20, sembra che un noto industriale, poco incline alla guida notturna, avesse ingaggiato un meccanico, debitamente camuffato, che percorse la tratta più difficile, sotto una pioggia battente; in seguito il driver, poco gentleman, riprese il volante a pochi km da San Remo. Negli anni 50, durante un'edizione con una nebbia fittissima, molti partecipanti seguirono nel bianco assoluto i fari di quello che pensavano fosse il leader della corsa, ma, in realtà seguirono per una trentina di km il furgone di un lattaio locale, ignaro di essere diventato una lepre di una gara automobilistica!
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