23 Marzo 2026
Ivanka Trump e il marito, l’uomo d’affari ebreo Jared Kushner
Ivanka Trump e il marito, l’uomo d’affari ebreo Jared Kushner, hanno speso 1 miliardo di dollari per Sazan, un’isola selvaggia albanese, che trasformeranno in un resort di lusso
Non poteva mancare il marito di Ivanka Trump, la figlia del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per avvallare l’affare del secolo e rendere famosa l’isola albanese di Sazan, acquistata dallo Stato albanese per un miliardo di euro. Non era forse Kushner che aveva fatto realizzare un rendering del progetto di “riqualificazione” della striscia di Gaza? Ivanka con il marito, ha acquistato l’intera isola albanese di Sazan e ha già ha ricevuto il via libera per procedere a pieno ritmo con il loro progetto dal primo ministro Edi Rama, che ha approvato, lo scorso 30 dicembre, il piano di Atlantic Incubation Partners LLC, la società che si occuperà di lottizzare con ville di lusso, dotate di piscine e porticcioli privati dove i megayacht che solcano il mar Mediterraneo potranno attraccare. Il progetto è conforme (pare) alla legislazione albanese sugli investimenti strategici e ai requisiti di creazione di posti di lavoro, con una stima di 1.000 dipendenti. Secondo la legge del Paese, un progetto può essere approvato come investimento strategico, quando rientra in un settore economico prioritario, come il turismo, consentendo così all'investitore di procedere con il suo piano di sviluppo. «La forma di partecipazione dello Stato a questo investimento sarà realizzata attraverso la costituzione di un'entità giuridica congiunta», ha commentato il comitato, sottolineando che comprenderà anche la Albanian Investment Corporation. Le polemiche non si sono fatte attendere, anche perché quella che ad ora è un’isola selvaggia abitata da capre e conigli diventerà l’ennesimo resort per ricchi annoiati, che avranno bisogno di piscine olimpioniche, campi da tennis, ed eliporto. Edi Rama, che vanta una grande amicizia con la nostra premier Giorgia Meloni, non se l’è sentita di proporre a qualche immobiliarista italiano l’affare (forse non si fidava?) e ha consigliato gli investitori di dirigersi verso i più affidabili coniugi semi-presidenziali statunitensi. Del resto la famiglia Trump, nel settore degli investimenti immobiliari, ha da insegnare a molti il mestiere. «Il fatto che un imprenditore americano così rinomato dimostri il suo interesse a investire in Albania ci rende molto orgogliosi e felici», aveva dichiarato al Times nel 2024 un rappresentante del presidente albanese Edi Rama. Da lì in poi la trattativa è andata avanti, fino a diventare, oggi, realtà. La gente del posto, per lo più contadini e pescatori, ha cominciato a chiamare l'isola "Ishulli i Trumpëve”, “Isola di Trump", e forse non sanno ancora che molti di loro verranno sfrattati per far posto ai ricchi del pianeta che attraccheranno i loro yacht sull’isola. La famiglia Kushner possiede un vasto portafoglio di immobili commerciali, residenziali e al dettaglio a New York e dintorni. Ma la strada non è sempre in discesa. Secondo il giornalista Marzio Mian, che ha visitato recentemente l’isola, pare che molte spiagge e promontori siano ancora disseminati di «cartelli raffiguranti teschi e ossa incrociate, in avvertimento della presenza di mine antiuomo», allertando i visitatori di non avventurarsi troppo lontano da specifici sentieri per evitare di imbattersi in ordigni inesplosi. Ma i piani per bonificare l'isola sono già in corso: già nel luglio 2020, il governo albanese aveva annunciato che membri delle forze armate del Paese erano stati inviati a Sazan per iniziare a ripulirla da qualsiasi ordigno pericoloso. Dopo che i progetti di Ivanka e Kushner per il loro resort hanno ricevuto l'approvazione preliminare, il governo albanese ha confermato che collaborerà con loro per continuare a bonificare l’isola da tutte le armi inesplose e sepolte. Per quanto riguarda gli edifici militari in rovina e i 3.600 bunker abbandonati sull'isola, la coppia starebbe pianificando di recuperarli, magari per far giocare i bambini al risiko. Del resto gli scenari internazionali sono disseminati di guerre mondiali e abituare i più piccoli a fare i conti con un futuro di bombe e missili può essere un training utile alla loro crescita. Il business del futuro sarà sempre più quello della guerra e della produzione di armamenti, come sosteneva Alberto Sordi nel film “Finché c’è guerra c’è speranza”.
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