11 Febbraio 2026
Addio al Marchese Franco Santasilia di Torpino, muore a Marrakech uno massimi conoscitori della cucina storica napoletana
Quasi impossibile fare l’elenco degli amici a cui Franco Santasilia di Torpino - marchese napoletano trasferitosi da alcuni anni a Marrakech - si rivolgevano anche per poter degustare i piatti storici della tradizione napoletana. Al suo tavolo si sono seduti famiglie di industriali come Agnelli e Marzotto, diplomatici ed aristocratici italiani ed europei, banchieri come il senatore napoletano Mario d’Urso, che si offendeva se il marchese non gli preparava dei manicaretti da far assaggiare ai suoi amici banchieri, ma anche al leader comunista Fausto Bertinotti e sua moglie Lella, che lo andavano a trovare, e a mangiare, nella sua grande casa di Villa Grazioli a Roma. Da alcuni giorni era ricoverato in una clinica di Marrakech a seguito di una brutta caduta, da cui purtroppo non si è più ripreso. Se n’è andato nella sua amata Marrakech, luogo che aveva eletto come residenza da molti anni preferendolo alla più caotica Roma, dove aveva passato gran parte della sua vita, nonostante fosse napoletano. Era nato infatti a Napoli nel 1935, da una grande famiglia aristocratica di origini spagnole. La sua casa di Marrakech era diventata uno dei salotti più mondani della città marocchina, grazie anche alla adorata, e mondanissima figlia Giada (dalla moglie Maria Raffaella aveva avuto anche Maria Sole e Ludovico) sposata all’ambasciatore Giandomenico Magliano, che frequenta da sempre il jet set internazionale. La passione per la cucina risale agli Anni '60, quando si è avvicinato alla storia culinaria napoletana, sull'onda della curiosità della madre, la duchessa Leopoldina Caracciolo di Castagneto, imparentata con Marella Agnelli, che gli aveva fatto scoprire le meraviglie della città marocchina, avendo lei stessa una villa nella quale si era sposata la nipote Ginevra Elkann nel 2009 con il Principe Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona. Nel 1988 ha pubblicato «La cucina aristocratica napoletana», dove con la lente dell'ingegnere e il gusto del cultore riscopre l'arte nata dall'unione della cucina popolare partenopea con quella della tradizione francese. Franco Santasilia ha fatto parte dell'Accademia italiana della Cucina, dell'American Institute for Wine and Food e dell'International Association for Culinary Professional. In seno all'Accademia, si dedicava a scrivere di gastronomia, tenere conferenze e fare ricerca di piatti dimenticati della tradizione napoletana, ma non solo.
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