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Report Covid-19 della UK HSA: negli ultimi 60 giorni il 71% dei decessi per i vaccinati con 3 dosi contro l’8% per i non vaccinati. L’ipotesi che i vaccini diminuiscano le difese immunitarie

Secondo i dati del decimo rapporto della UK Health Security Agency (l’ISS Inglese), nei 60 giorni precedenti il 6 marzo 2022 in Inghilterra i decessi tra i vaccinati con terza dose contro il Covid 19 sono oltre 5 volte superiori rispetto ai non vaccinati (ponderando i dati rispetto alla popolazione), numeri ancora più marcati considerando il totale vaccinati

Di LS

18 Marzo 2022

Report Covid Inghilterra: il 71% dei decessi riguarda i vaccinati con terza dose. Solo il 20% è fra non vaccinati

Vaccino Covid (fonte foto LaPresse)

Il decimo rapporto di sorveglianza sul Covid-19 pubblicato il 10 marzo 2022 dalla UK Health Security Agency (corrispondente all’Istituto di Sanità Italiano), fa emergere che su 7.378 nuovi casi di persone ricoverate in Emergency care per Covid negli ultimi 28 giorni, 4.505, ovvero il 61%, sono vaccinate con terza dose, mentre 1.504 sono le persone non vaccinate (il residuo è ovviamente rappresentato da chi ha ricevuto una o due dosi).

Confrontando quindi i dati tra la popolazione vaccinata con tre dosi (il 50%) e quella non vaccinata (il 31%), si nota che l'incidenza del virus nei soggetti senza nemmeno una dose di siero è 11 punti in meno, mentre per chi ha tre dosi di vaccino si attesta a 11 punti in più.

Ne conseguirebbe una differenza di 22 punti, ovvero, ponderando i valori, una incidenza circa doppia per i vaccinati con terza dose, supportando la tesi che il vaccino contribuirebbe ad indebolire le difese immunitarie, almeno dopo qualche settimana dall’inoculazione.

Covid Gran Bretagna: incidenza dei decessi più alta in chi ha tre dosi di vaccino rispetto ai non vaccinati

I valori sono ancora più evidenti per i decessi. Nella seconda tabella emerge che negli ultimi 60 giorni ci sono stati 5.700 morti, e di questi circa 4mila (il 71%) avevano ricevuto la terza dose, mentre 475 (ovvero l’8%) non erano vaccinate.

Sempre confrontando i dati con la popolazione vaccinata vs con terza dose, ne conseguirebbe una differenza di 44 punti, ovvero, ponderando i valori, un'incidenza di oltre 5 volte per i vaccinati con terza dose, supportando ancora la tesi che il vaccino contribuirebbe ad indebolire le difese immunitarie, almeno dopo qualche settimana dall’inoculazione.

Inoltre, le adverse selection tendono ad aumentare al crescere dell’età. Se confrontassimo il totale dei vaccinati, indipendentemente dal numero delle dosi, con i non vaccinati, i numeri sarebbero ancora più impietosi a sfavore dei vaccini.

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