26 Febbraio 2026
Fabrizio Lipani, Fondatore PPK Innovation
Fabrizio Lipari, fondatore di PPK Innovation, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in cui ha parlato del dibattito sull’Intelligenza Artificiale che si concentra sulla corsa ai modelli e sulla capacità computazionale. Secondo l’imprenditore intervistato, la vera competitività sull’IA non sta nel creare modelli costosi come le big tech, ma nel costruire infrastrutture di dati e processi che permettano di integrare l’IA nei sistemi produttivi delle imprese italiane.
Chi è PPK e qual è la vostra missione?
PPK nasce con un obiettivo chiaro: aggregare e strutturare il know-how tecnologico italiano in un’unica architettura industriale. In Italia esistono centinaia di software house verticali che sviluppano soluzioni business-critical per le PMI: ERP, automazione, cybersecurity, sistemi retail, piattaforme finanziarie. Sono realtà solide, spesso profittevoli, ma frammentate. La nostra missione è trasformare questa frammentazione in sistema, creando una piattaforma industriale capace di generare scala, efficienza e capacità di investimento
L’AI oggi è sulla bocca di tutti. Come vi posizionate rispetto a questa corsa ai modelli?
Molti stanno cercando di sfidare o replicare i grandi modelli di Intelligenza Artificiale. È una sfida tecnologica affascinante, ma estremamente capital intensive e concentrata in pochi attori globali. Noi abbiamo scelto una strada diversa. Non vogliamo competere con i modelli. Vogliamo creare le condizioni affinché i migliori modelli possano lavorare realmente dentro le aziende italiane. Senza dati strutturati, processi mappati e conoscenza organizzata, l’AI nelle imprese resta superficiale. È utile per scrivere email migliori, riassumere documenti o velocizzare attività individuali, ma non è trasformativa. La vera trasformazione avviene quando l’AI si integra nei sistemi ERP, nei flussi produttivi, nei processi di compliance, nella gestione finanziaria e nella supply chain, e per fare questo serve un’architettura
In cosa consiste questa architettura?
In Italia esiste un patrimonio enorme di software verticali che governano funzioni critiche delle PMI: produzione, logistica, sicurezza, retail, finanza. Il nostro lavoro è aggregare queste competenze e strutturarle in un’unica piattaforma industriale, mappando dati e know-how in un knowledge graph proprietario. Significa trasformare la conoscenza frammentata in un sistema coerente. Solo su questa base l’AI può diventare realmente operativa, misurabile e integrata nei processi core dell’impresa
Cosa significa questo per il Made in Italy?
Significa che il futuro del Made in Italy non dipende dal costruire un nuovo modello linguistico, ma dal valorizzare e strutturare la conoscenza industriale che già possediamo. Il vero vantaggio competitivo italiano è la specializzazione verticale nelle filiere produttive. Se questa competenza viene organizzata e resa interoperabile, può dialogare con i migliori modelli globali senza esserne sostituita. Il nostro obiettivo è questo: non rincorrere l’AI come moda, ma renderla infrastruttura concreta dell’economia reale.
Fabrizio Lipani è un consulente ed imprenditore italiano attivo nel campo dell’innovazione digitale e delle tecnologie, con particolare attenzione alle strategie di trasformazione aziendale, intelligenza artificiale e innovazione di prodotto. È coinvolto in iniziative legate al supporto alle imprese nella digitalizzazione e spesso partecipa a eventi e dibattiti sul futuro del lavoro e dell’AI in economia (ad esempio al Web Summit 2025 di Lisbona).
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