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Roche, approvato in Italia Crovalimab, anticorpo monoclonale per trattamento di EPN; focus su progresso e qualità di vita

Si tratta del primo trattamento sottocutaneo a cadenza mensile per la Emoglobinuria Parossistica Notturna con possibilità di auto-somministrazione a casa dopo adeguata formazione

17 Febbraio 2026

Roche, approvato in Italia Crovalimab, anticorpo monoclonale per trattamento di EPN; focus su progresso e qualità di vita

Roche

Roche ha sviluppato Crovalimab, il nuovo anticorpo monoclonale per trattamento di EPN, approvato in Italia.

Offrire nuove prospettive terapeutiche e migliorare l'esperienza di cura e la qualità della vita dei pazienti: sono questi i benefici che vuole offrire Crovalimab, il nuovo anticorpo monoclonale somministrabile sottocute ogni 4 settimane sviluppato da Roche e approvato in prima linea da AIF A per il trattamento dell'emoglobinuria parossistica notturna (EPN). La terapia è indicata in pazienti adulti e adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e con un peso di almeno 40 kg) affetti da EPN, sia naïve al trattamento sia precedentemente trattat con inibitori del C5.

"L'EPN è una patologia rara e cronica del sangue causata da una mutazione acquisita nelle cellule staminali ematopoietiche, che porta alla produzione di globuli rossi privi di proteine protettive rendendoli vulnerabili alla distruzione prematura, sia allinterno dei vasi sanguigni, sia nel fegato e nella milza determinando anemia, fatigue marcata, trombosi, danno renale e un impatto rilevante sulla qualità di vita. - spiega il dott. Bruno Fattizzo, Medico Ematologo e Ricercatore Universitaric presso il Dipartimento di Oncologia e Oncoematologia dell'Università degli Studi di Milano, Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico - Si stima che l'EPN colpisca dalle 10 alle 20 persone ogni milione con 'Italia che conta attualmente circa 1.000 persone affette da questa patologia. In assenza di un trattamento efficace, la prognosi è severa, con una mortalità della patologia stimata intorno al 35% a 5 anni e una sopravvivenza mediana di circa 10 anni dalla diagnosi in coorti storiche."

Crovalimab è progettato per bloccare il sistema del complemento legandosi al C5, bloccandone l'ultimo passaggio della cascata del complemento e garantendo un'inibizione rapida e duratura. Già approvato dalla Commissione europea ad agosto 2024 sulla base dei risultati dello studio di Fase II COMMODORE 2, Crovalimab migliora l'inibizione del complemento grazie alla sua tecnologia di riciclo, che permette al farmaco di legarsi e inibire la proteina C5 più volte e di agire più a lungo nell'organismo con un ridotto volume di farmaco. Ciò consente di limitare trattamento a una doppia iniezione mensile eseguibile al centro o a casa propria a seconda della scelta del clinico e del paziente.

Sintomi aspecifici come stanchezza intensa, dispnea, dolore addominale e cefalea rendono spesso difficile la dagnosi. Gli inibitori del C5 hanno rappresentato una svolta terapeutica, normalizzando la sopravvivenza e riducendo in modo significativo l’emolisi e gli eventi trombotici.

"Tuttavia, l'attuale standard di cura è gravato da somministrazioni endovenose a víta, necessità di frequenti accessi ospedalieri e un impatto significativo sulla vita personale, lavorativa e sociale dei pazienti." - spiega la dott.ssa Valentina Giai, Medico Ematologo presso la SC Ematologia – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino - PO Molinette.

Crovalimab è stato sviluppato come soluzione alternativa per rispondere alle esigenze di maggiore facilità e rapidità del trattamento, grazie all'innovativa formulazione sottocute con somministrazione ogni 4 settimane, che può essere effettuata anche a casa dopo la dose di carico somministrata per via endovenosa. "Crovalimab segna un ulteriore passo avanti nella riduzione del carico terapeutico e nel miglioramento della qualità della vita per le persone con EPN e rappresenta la scelta di preferenza per 184% dei pazienti, rispetto ad altri inibitori endovenosi, principalmente per la facilità di somministrazione, il minor numero di visite ospedaliere e il tempo ridotto richiesto dal trattamento"- continua la dott.ssa Valentina Giai.

"Da oltre 15 anni AIEPN è al fianco delle persone che convivono con l'emoglobinuria parossistica notturna, lavorando per aumentare la consapevolezza sulla patologia, favorire diagnosi tempestive e tutelare i diritti dei pazienti. L' innovazione terapeutica rappresenta un passo fondamentale per migliorare non solo la gestione della malattia, ma anche ľautonomia, V'esperienza di cura e la qualità di vita'. In questo percorso, la collaborazione costante tra associazioni di pazienti, istituzioni, comunità clinica e aziende farmaceutiche è essenziale per garantire risposte concrete e sostenibili ai bisogni delle persone con EPN."- afferma Annalisa Lazzini, Presidente di AIEPN – Associazione Italiana Emoglobinuria Parossistica Notturna.

"Con il nostro impegno in ricerca e sviluppo vogliamo offrire risposte sempre più efficaci e sostenibili per le persone che convivono con condizioni gravi e debilitanti come l'emoglobinuria parossistica notturna - conclude Anna Maria Porrini, Direttore medico Roche Italia - Lo sviluppo di una uova molecola in formulazione sottocute punta a coniugare il miglioramento degli outcome clinici a un'attenzione concreta alla qualità di vita con una riduzione del carico della terapia. L'ambizione ottimizzare i percorsi e l'esperienza di cura, guardando non solo al controllo della malattia, ma anche al benessere complessivo dei pazienti e dei loro caregiver."

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