09 Febbraio 2026
Gianluca di Loreto, Partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company
Per quanto riguarda il settore automotive e mobility, il report di Bain & Company ha rilevato il superamento di $35 miliardi per quanto riguarda il valore globale delle transizioni e il raggiungimento di $1,2 miliardi di valore medio delle operazioni. I deal a carattere tecnologico, tra semiconduttori, elettronica e software engineering, hanno rappresentato più della metà delle fusioni e acquisizioni nel comparto nel corso dello scorso anno.
Nel 2025 l’M&A nel settore automotive registra un deciso rimbalzo; lo sguardo al 2026 resta improntato a un cauto ottimismo. La tecnologia si conferma il principale driver dell’attività di M&A: oltre la metà delle operazioni ha riguardato semiconduttori, elettronica, sensoristica e capacità di software engineering. Per OEM e fornitori globali, rafforzare la presenza in India diventa sempre più strategico, sia per l’accesso al mercato locale sia per il ruolo del Paese come hub tecnologico e industriale. In Italia, il trend di crescita progressiva dei deal avviato nel post-Covid è proseguito anche nel 2025, segnando un nuovo record nel numero di operazioni di M&A.
È quanto emerge dall’approfondimento sul settore del Global M&A Report 2026 di Bain & Company, che evidenzia come i produttori di automobili e i fornitori stiano accelerando la riconfigurazione dei propri portafogli per competere in un panorama caratterizzato da una crescita piatta e un’intensa pressione sui margini.
“La stagnazione dei mercati nordamericani ed europei e l’accelerazione del cambiamento tecnologico, ha riportato l’industria automotive verso il deal-making”, afferma Gianluca Di Loreto, Partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company. “Le aziende stanno affrontando un periodo di evoluzione senza precedenti, caratterizzato da un aumento dei costi e da una forte pressione sui margini, pur dovendo investire in modo significativo in nuove capabilities. In questo contesto, l’attività di M&A rappresenta una leva chiave per consentire alle aziende di sostenere i costi legati alla ricerca e allo sviluppo, ridurre le spese e rafforzare la propria posizione in una supply chain in progressiva contrazione”.
L’Italia continua a mostrare un andamento molto positivo sul fronte dei deal, una tendenza già evidente nel 2024. Dalla pandemia in poi, infatti, il numero di operazioni di fusione e acquisizione nel nostro Paese è cresciuto in modo costante, superando le 40 transazioni lo scorso anno. Il Covid ha agito da vero e proprio catalizzatore, facendo emergere con forza un limite strutturale del settore automotive italiano: un tessuto industriale eccessivamente frammentato, poco attrezzato per competere su scala regionale e globale. Da questa consapevolezza è nato un processo di consolidamento che appare tutt’altro che concluso, con un’attenzione particolare rivolta alla meccanica — storicamente uno dei punti di forza dell’industria italiana — e al mondo della distribuzione, dai concessionari d’auto ai distributori di ricambi.
Dopo due anni di attività contenuta, il 2025 segna un ritorno alle grandi operazioni tra gli OEM e i fornitori, con livelli di deal value che non si osservavano dal periodo pre-pandemico.
Nei primi tre trimestri delIo scorso anno, il valore medio delle operazioni ha toccato quota 1,2 miliardi di dollari, più del doppio dei livelli del 2023. I deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% del volume complessivo delle transazioni, pur in un contesto che ha visto il ritorno di deal di scala di dimensioni rilevanti.
Il mercato europeo e del Nord America mostra segnali di stagnazione strutturale, con tassi di crescita molto contenuti. Al contrario, l’India emerge come l’unico mercato globale – oltre alla Cina – a registrare una crescita significativa, alimentando una crescente attenzione verso partnership e joint venture. Per OEM e fornitori globali, la presenza in India diventa strategica per accedere al mercato, localizzare le offerte, ottenere vantaggi di costo e servire una domanda interna in forte espansione.
Software, AI e tecnologia stanno ridefinendo l’industria automotive nel suo complesso. Questa dinamica si riflette anche nell’attività M&A dello scorso anno: oltre la metà delle operazioni ha riguardato semiconduttori, elettronica, sensori e capabilities di software engineering. I produttori di auto e i fornitori puntano verso acquisizioni che contribuiscano a rafforzare la base elettronica e digitale dell’architettura dei veicoli di nuova generazione.
“Le aziende di hardware tradizionali stanno integrando sempre più capability digitali per dirigere stack software destinati a definire le funzionalità dei veicoli del futuro”, continua Di Loreto. “Nei prossimi anni assisteremo a una crescita di partnership tra aziende automotive e software. La sfida sarà costruire team e competenze capaci di tradurre le esigenze dei consumatori integrandole in soluzioni tecnologiche nei sistemi del veicolo”.
Alcune recenti operazioni hanno mostrato come player in ambito Difesa stiano attingendo selettivamente alle competenze dell’industria automotive per rafforzare o sviluppare sistemi. Allo stesso tempo, alcuni OEM automotive stanno valutando opportunità adiacenti al settore della difesa come potenziale driver di crescita, in risposta alla stagnazione delle vendite globali di veicoli.
Il 2026 dell’industria automotive sarà fortemente influenzato dai cambiamenti geopolitici, dal riallineamento della supply chain e dalle evoluzioni delle tecnologie. “Nei prossimi mesi”, conclude Di Loreto, “l’M&A sarà uno strumento essenziale per mantenere competitività e ci aspettiamo cauto ottimismo. Nel frattempo, le aziende leader dovranno rafforzando le proprie capacità in termini di strategic planning, corporate venturing e integrazione post-merger”.
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