09 Febbraio 2026
Gianluca Garbi, AD Banca Sistema
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, chiusi con un utile netto pari a €42.3 milioni, il 68% in più rispetto allo stesso periodo del 2024, in cui erano stati registrati €25.2 milioni. L’incremento anche grazie a €40.9 milioni di interessi di mora lordi incassati da un Comune destinatario finale di una sentenza resa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (“Corte EDU”).
Registrato un calo del turnover del -13% , ma con un trend in miglioramento nel corso dell’anno (-20% registrato nel primo trimestre 2025).
La business line del factoring ha registrato un calo del turnover, con volumi pari a €4.574 milioni, equivalente ad un calo del -13% a/a ma con un trend in miglioramento nel corso dell’anno (-20% a/a nel primo trimestre 2025).
Con riferimento agli impieghi relativi al prodotto CQ, il Gruppo ha erogato crediti per €138 milioni (capitale finanziato), in calo del 27% (€188 milioni al 31.12.2024) ed esclusivamente derivanti dal canale Diretto (QuintoPuoi). Il calo della nuova produzione è in linea con quanto delineato nel piano industriale che puntava ad una migliore allocazione del capitale verso impieghi con rendimenti più elevati.
Lo stock dei crediti al 31 dicembre 2025 ammonta a €573 milioni, -18% (€701 milioni) per effetto di incassi (€206 milioni) superiori alla nuova produzione, e cessioni di portafogli che nel 2025 sono state pari a €60 milioni (€58 milioni nel 2024).
Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 31 dicembre 2025 a €155 milioni, in aumento del +8% .
Il margine d’interesse adjusted (margine d’interesse + trading superbonus), evidenzia un incremento a/a (+€42.3 milioni a/a ovvero +51% a/a) grazie anche alla contabilizzazione di €40.9 milioni di interessi di mora (dei quali €6.9 milioni erano già stati contabilizzati in accrual) a fronte dell’incasso di €103 milioni nel quarto trimestre 2025 da parte di un Comune che, insieme ad altri di importi meno rilevanti, è stato destinatario finale di una sentenza resa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (“Corte EDU”).
Le commissioni nette, pari a €27.6 milioni, sono in crescita del 3% a/a (€26.7 milioni al 31 dicembre 2024) grazie soprattutto alla componente pegno (+€7,4 milioni a/a) che ha beneficiato di maggiori crediti (acquisizione società CEP in Portogallo) e maggiori aste completate nel corso dell’anno; positive anche le commissioni da attività di collection conto terzi che sono cresciute nel 2025 (+€2,4 milioni a/a). Le commissioni da factoring, invece, sono in calo (-€9,0 milioni a/a) a causa del venir meno di alcune operazioni con elevata componente commissionale registrate a fine 2024 mentre le commissioni del banking business (+€0,4 milioni a/a) hanno sostanzialmente bilanciato quelle dei finanziamenti garantiti (-€0,3 milioni a/a).
Il margine di intermediazione, pari a €170.8 milioni, è cresciuto del 41% a/a grazie al buon andamento del margine d’interesse adjusted (+51% a/a), commissioni (+3% a/a), e trading income al netto del trading superbonus (+56% a/a).
Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 31 dicembre 2025 a €10.3 milioni, (€1.2 milioni al 31 dicembre 2024 grazie a riprese di valore pari a €8 milioni legate all’esposizione verso un Comune in dissesto a fronte della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 16 gennaio 2025 e seguita dal suo successivo incasso). Le rettifiche dell’anno beneficiano di €5.5 milioni di rilasci avvenuti nel quarto trimestre e inerenti 2 posizioni con contestuale incremento degli accantonamenti a fondo rischi per €5.5 milioni a fronte dell’accoglimento dei decreti alla CEDU al momento in attesa di sentenza.
Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 365, sono in leggero aumento rispetto alle 358 al 31.12.2024 per effetto principalmente dell’aumento del personale delle funzioni di controllo.
Le spese del personale, pari a €33.6 milioni, sono in leggera crescita (+4% a/a) a causa sia dell’incremento dei costi dovuto alla revisione del contratto bancario che dell’aumento degli FTE.
La voce altre spese amministrative (€47.5milioni) è in crescita del 30% a/a a causa di maggiori spese inerenti il credito.
L’aggregato totale dei costi operativi è in crescita del +17% a/a (€91.6 milioni vs €78,1 milioni).
L’utile prima delle imposte al 31 dicembre 2025 si è attestato a €69.0 milioni, +65% a/a.
L’utile netto è pari a €42.3 milioni, rispetto ai €25.2 milioni dello stesso periodo del 2024, +68% a/a.
Il portafoglio titoli, che presenta investimenti quasi esclusivamente in titoli di Stato italiani, è pari a €1.204 milioni (€1.178 milioni al 31 dicembre 2024), di cui €1.154 milioni classificati nella categoria HTCS (€1.117 milioni al 31 dicembre 2024) con duration di circa 16,3 mesi (15,2 mesi al 31 dicembre 2024). Tale portafoglio evidenziava al 31 dicembre 2025 una riserva positiva, al lordo dell’impatto fiscale, pari a +€6.5 milioni i cui effetti a capitale si vedranno a partire dal primo trimestre 2026.
Lo stock dei crediti deteriorati lordi pari a €426 milioni risulta in deciso calo (-27%) rispetto al 31 marzo 2025 (€581 milioni), data in cui erano stati riportati per la prima volta i crediti riclassificati secondo quanto richiesto da Banca d’Italia nel report ispettivo del 20 dicembre 2024.
All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato (€3.720 milioni), i Debiti verso banche sono in calo rispetto al 31 dicembre 2024 (€69 milioni vs €127 milioni), così come I debiti verso clientela (€3.442 milioni vs €3.761 milioni a fine 2024) a causa del calo dei depositi vincolati (€2.261 milioni vs €2.565 milioni).
La voce Titoli in circolazione (€209 milioni) cala leggermente rispetto al 31 dicembre 2024 (€221 milioni) per il minor funding derivante da operazioni di finanza strutturata.
Il Totale dei fondi propri “fully loaded” al 31 dicembre 2025 ammonta a €300 milioni (€262 milioni al 31 dicembre 2024) e include il 100% dell’utile, in quanto, al momento, vige il divieto di deliberare la distribuzione di dividendi.
I coefficienti patrimoniali risultano in crescita rispetto ai dati comparabili al 31 dicembre 2024 nonostante sia intervenuta in corso d’anno la riclassifica dei crediti scaduti alla luce delle osservazioni di Banca d‘Italia che ha causato un incremento dei RWA.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia