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Fiducia, dialogo e qualità delle decisioni al centro dello sviluppo del Paese

Dattoli (Inrete): "Costruire un’Italia migliore significa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni"

L’ Amministratore Delegato di Inrete racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con Il Giornale d’Italia, come ripartire da una visione di medio-lungo periodo e promuovere un dialogo strutturato tra pubblico e privato

02 Febbraio 2026

Dattoli (Inrete): "Costruire un’Italia migliore significa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni"

Simone Dattoli, Amministratore Delegato di Inrete

Simone Dattoli, Amministratore Delegato di Inrete, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha raccontato l’importanza di ricostruire la fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni attraverso un dialogo strutturato e responsabile. 

Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire? 

Costruire un’Italia migliore significa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni. Negli ultimi anni questo legame si è indebolito, alimentando disillusione e distanza dalla politica. Credo si debba ripartire da una visione di medio-lungo periodo, capace di superare la logica dell’emergenza continua. L’Italia ha risorse straordinarie: competenze diffuse, territori dinamici, un tessuto produttivo resiliente. Tuttavia queste energie spesso non riescono a incidere sui processi decisionali. Serve un cambio di metodo: più ascolto, più dialogo strutturato, più capacità di trasformare i bisogni reali in politiche pubbliche efficaci.

Un Paese cresce quando premia il merito, semplifica le regole e valorizza le competenze, riducendo la distanza tra chi decide e chi vive quotidianamente le conseguenze delle decisioni. Ripartire significa anche restituire credibilità alle istituzioni attraverso scelte chiare, trasparenti e responsabili. Solo così si può ricostruire un senso di appartenenza e partecipazione, elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile e soprattutto duraturo.

Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?

Il contributo che Inrete e il mondo dei professionisti che quotidianamente intermediano il rapporto tra le categorie produttive e i decisori pubblici è quello di facilitare un dialogo corretto e trasparente. Il nostro lavoro consiste nel dare struttura e voce ad esigenze reali, aiutando i diversi attori a conoscere e partecipare in modo consapevole ai processi decisionali. In un sistema complesso come quello italiano, la qualità delle decisioni dipende anche dalla qualità delle informazioni e del confronto che le precede. Noi lavoriamo per migliorare questo imprescindibile passaggio, portando una visione che abbia metodo, sia supportata da analisi e sia guidata da un profondo senso di responsabilità.

Crediamo che la rappresentanza degli interessi, se svolta in modo etico e professionale, sia uno strumento in grado di rafforzare la democrazia. Il nostro contributo concreto è ridurre la distanza tra chi governa e chi produce valore sul territorio. Un’Italia migliore si costruisce anche attraverso una mediazione efficace, capace di trasformare il conflitto in confronto e il confronto in decisione.

Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro? 

Per Inrete l’innovazione non è solo tecnologia, ma soprattutto approccio. Stiamo investendo in strumenti avanzati di analisi normativa e monitoraggio dei processi decisionali, con l’obiettivo di rendere l’attività di advocacy sempre più incentrata su dati e sulle valutazioni di impatto degli stessi. Questo consente ai nostri interlocutori di partecipare in modo più consapevole e proattivo al dibattito pubblico. Parallelamente, stiamo sviluppando percorsi di formazione dedicati ai giovani professionisti delle relazioni istituzionali, perché crediamo sia fondamentale costruire una nuova cultura del dialogo pubblico, fondata su competenza ed etica.

Innovazione significa anche creare spazi di confronto tra stakeholder diversi, superando logiche di contrapposizione. Lavoriamo con continuità a piattaforme e progetti che favoriscano un dialogo continuo tra imprese, istituzioni e territori. L’obiettivo è contribuire a processi decisionali più inclusivi, trasparenti e orientati al lungo periodo.

Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?

Tra i temi di maggiore attualità, la riforma della giustizia merita una particolare attenzione. Non si tratta di un tema ideologico né di uno scontro tra Istituzioni, ma di una questione strutturale che incide direttamente sulla competitività del Paese, sulla fiducia dei cittadini e sull’attrattività del nostro sistema economico con dei riflessi quindi sul contesto internazionale.

Una giustizia più efficiente e tempestiva è un interesse condiviso da tutti: cittadini, imprese, investitori e dalla stessa magistratura, che da anni segnala la necessità di strumenti, risorse e processi più adeguati per svolgere al meglio il proprio ruolo costituzionale. Parlare di riforma significa quindi rafforzare il sistema, non indebolirlo.

La comunicazione ha qui un ruolo centrale: spiegare le riforme, chiarire gli obiettivi e favorire un dialogo informato può contribuire a ricostruire fiducia e a rendere il dibattito pubblico più maturo e orientato all’interesse generale.

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