29 Gennaio 2026
Luigi Lovaglio, Ceo Monte dei Paschi di Siena
Monte Dei Paschi di Siena, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la presidenza dell’avv. Nicola Maione, ha concluso le proprie attività approvando il regolamento del consiglio di amministrazione relativo alla presentazione di una propria lista di candidati da sottoporre al mercato in vista dell’assemblea del prossimo 15 aprile.
Il testo del regolamento – coerente con la migliore prassi di mercato che si registra tra gli intermediari italiani di dimensioni rilevanti – assicura una adeguata formalizzazione delle regole di governance garantendo massima trasparenza rispetto - come in questo caso - alle situazioni eventualmente rilevanti e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del Consiglio di Amministrazione.
Il percorso verso il rinnovo dei vertici di Banca Monte dei Paschi di Siena entra in una fase decisiva. L’assemblea per il rinnovo delle cariche è fissata per il 15 aprile e la lista del consiglio di amministrazione dovrà essere presentata entro il 5 marzo. In questo contesto, la definizione delle regole di governance è diventata una priorità assoluta, anche alla luce delle tensioni tra i principali azionisti e dell’attenzione delle autorità di vigilanza europee.
Il primo snodo riguarda le modifiche statutarie. Dopo le osservazioni della Banca Centrale Europea, Mps ha rivisto la bozza eliminando il principio di residualità nella formazione della lista del CdA, che prevedeva la decadenza automatica della lista del consiglio qualora un azionista rilevante avesse presentato una lista di maggioranza. Francoforte ha giudicato questa impostazione inadeguata per una banca vigilata, poiché rischiava di subordinare la governance alle scelte degli azionisti, riducendo pluralismo e contendibilità. La versione aggiornata dello statuto è stata quindi rinviata alla BCE, aprendo la strada al via libera atteso nei prossimi giorni.
Parallelamente, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, ha approvato il regolamento che disciplina la presentazione di una lista del CdA da sottoporre al mercato. Il testo, coerente con le migliori prassi adottate dagli intermediari italiani di maggiori dimensioni, punta a rafforzare la formalizzazione delle regole di governance, garantendo massima trasparenza e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni, anche in presenza di situazioni potenzialmente rilevanti.
Nonostante l’approvazione del regolamento, il futuro dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio resta congelato. Nella riunione del 22 gennaio, il board non ha raggiunto un accordo definitivo sulle modalità operative per la composizione della lista dei candidati, rinviando il confronto a mercoledì 28 gennaio. Il comitato nomine, coordinato da Domenico Lombardi, ha proposto di tenere Lovaglio fuori dalla fase di stesura della lista, una scelta che, pur non precludendo formalmente una riconferma, è stata interpretata dal mercato come un segnale di possibile discontinuità.
Alla base di questa impostazione vi sarebbero anche valutazioni legali legate all’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, che ipotizza un’azione concertata non dichiarata tra Delfin e Caltagirone. Isolare il ceo dal dialogo con i grandi investitori coinvolti avrebbe l’obiettivo di tutelare la correttezza delle procedure di governance e prevenire potenziali contestazioni giuridiche. Il clima nel CdA è apparso teso, tanto da spingere il presidente Maione a sospendere il confronto per approfondire i profili normativi.
In attesa del via libera definitivo della BCE e dell’assemblea straordinaria di inizio febbraio, Mps ha rafforzato la propria posizione finanziaria con l’emissione di un bond da 750 milioni di euro con scadenza 2030, destinato a investitori istituzionali. Il titolo ha mostrato segnali di forza in Borsa, con un progresso da inizio anno del 2,41% e una quotazione di 9,13 euro nell’ultima seduta del 2025. Oltre alle nomine, il consiglio dovrà definire il nuovo piano industriale post-operazione Mediobanca, sviluppato con McKinsey. La solidità della strategia sarà decisiva per il futuro di Lovaglio, che al momento può contare sul sostegno di Delfin e del Ministero dell’Economia, mentre resta più incerta la posizione di Caltagirone.
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