30 Dicembre 2025
Luigi Lovaglio, CEO Monte Paschi di Siena
Banca Mps, in arrivo il via libera della BCE sulle modifiche statutarie riguardanti la presentazione della lista del CdA e la rimozione limite dei 3 mandati. Mps ha recepito le osservazioni della Bce e ha rivisto la bozza del nuovo statuto, eliminando uno dei punti più controversi, ovvero il principio di residualità nella formazione della lista del board.
La versione aggiornata è stata rinviata a Francoforte, aprendo la strada al rinnovo del board nelle settimane a venire. Le azioni hanno registrato una variazione da inizio anno del +2,41% e uno scatto in borsa a € 9,13 per azione (+2,63%) nell'ultima seduta del 2025, ad un passo da € 10 per azione e € 30 miliardi di capitalizzazione.
Nella bozza originale, lo statuto prevedeva che la lista del CdA decadesse automaticamente qualora un azionista rilevante avesse presentato una lista di maggioranza. Pur essendo teoricamente in linea con la legge sulle società per azioni, come richiamato anche dal parere del Consiglio di Stato e dalle disposizioni Consob, nella pratica la norma sembrava concepita anche per bilanciare gli equilibri interni della governance senese e gestire eventuali divergenze tra i principali soci privati Delfin (17,5%) e Caltagirone (10,3%) e il board guidato da Luigi Lovaglio.
In questo contesto, il principio di residualità avrebbe potuto rappresentare uno strumento aggiuntivo per i grandi soci per influenzare le decisioni del vertice e orientare le strategie della banca. Tuttavia, la Bce ha considerato inadeguate modifiche che subordinano la governance di una banca vigilata alle scelte degli azionisti, riducendo la contendibilità e il pluralismo assembleare.
Delfin e Caltagirone, in fase di autorizzazione, sono stati classificati come investitori finanziari privi di controllo o influenza diretta e quindi non possono determinare la decadenza del board in via preventiva. Lo stesso criterio era stato applicato anche per i due azionisti in Mediobanca. Dopo il parere negativo della Bce, Mps ha corretto rapidamente la bozza e inviato la nuova versione a Francoforte, in attesa di una risposta nei prossimi giorni.
Si attende il consenso da parte della BCE, dopo la modifica dello statuto. Con l’autorizzazione della Banca Europea, il board potrà convocare l’assemblea straordinaria, prevista per inizio febbraio, mentre il comitato nomine potrà avviare la definizione della lista del board da rinnovare a fine aprile. Gli azionisti mantengono opinioni diverse sulla composizione del cda, ma il ceo Lovaglio dispone di strumenti significativi, a partire dal nuovo piano industriale sviluppato con McKinsey, che entro marzo potrebbe accelerare l’integrazione con Mediobanca.
Per ora, sembra improbabile che un socio presenti una propria lista. Delfin e Caltagirone, soggetti alle limitazioni imposte da Francoforte, non potranno procedere autonomamente, mentre Banco Bpm e il Tesoro, in via di graduale disimpegno, non sembrano intenzionati a proporre candidati.
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