29 Gennaio 2026
Cattaneo, Scaroni, Luca Dal Fabbro, Cingolani, Pontecorvo, Cossiga, Descalzi, Zafarana, Di Foggia, Monti, Agnes, Del Fante, Rovere, Fabrizio Palermo, Marinali
Siamo ormai arrivati alla stagione delle nomine 2026 per le principali aziende partecipate dal Mef con i Cda in scadenza: entro primavera dovranno essere nominati 112 consiglieri in 17 società, oltre alle Authority da Enav a Sogin, da Consob all’Antitrust, in una situazione che vede il Governo Meloni entrare nell'ultimo anno e mezzo di legislatura e la necessità di prendere troppi rischi.
La partita entra quindi nel vivo, con focus principale su Enel, Eni, Leonardo, Terna, Poste e Acea, dove tutti gli Amministratori delegati viaggiano spediti verso la riconferma, come già anticipato da Il Giornale d'Italia a settembre 2025.
Mentre per gli AD la riconferma è praticamente certa, per quanto riguarda le presidenze i giochi non sono ancora fatti, le negoziazioni si dovrebbero definire entro il mese di marzo, periodo in cui verranno chiusi i bilanci del 2025.
Per il colosso energetico Enel, l'attuale Ad Flavio Cattaneo ha in tasca il bis, come già anticipato da Il Giornale d’Italia, pur guardando all'ipotetica opzione Generali, dove il tandem Caltagirone - Delfin tentava l'affondo dopo l'acquisizione di Mediobanca tramite MPS, raggiungendo oltre il 30% dei voti (con l'ipotesi "concerto" messa sotto analisi da parte di Consob e Procura), il 50% cumulativamente con altri soci. La manovra sortiva come effetto l'interruzione del progetto di joint venture sul risparmio gestito con la francese Natixis e l'avvio di interlocuzioni con vari soggetti alternativi, tra i quali la stessa MPS, Unicredit ed Intesa Sanpaolo - interessate entrambe ad acquisire le quote "tonde" in mano a Delfin e Caltagirone). Laddove l'affondo su Generali (azienda di interesse anche per Matteo del Fante e Fabrizio Palermo) fosse andato in porto sarebbe scattato il risiko di molte aziende del Tesoro, come già anticipato da Il Giornale d'Italia, con Stefano Donnarumma, attuale CEO del Gruppo FS, verso l'approdo in Enel. Questo avrebbe portato a un rimescolamento di tutte le carte.
La situazione del Leone di Trieste vede invece il Group Ceo Philippe Donnet solido alla guida e all’execution del piano industriale Lifetime Partner '27, forte dei risultati raggiunti, del rinnovo per il 4° mandato incassato ad Aprile 2025 e del supporto della nuova governance messa a punto con la nomina di Giulio Terzariol come Direttore Generale e deputy Ceo.
Flavio Cattaneo si presenta all'appuntamento con ricavi nei primi 9 mesi del 2025 a €59,7 mld (+3,6) un risultato netto ordinario a €5,7 mld (+4,5%) e acconto sui dividenti a €0,23 per azione (+7%). Ebitda a €16,8 mld, in linea con i €16,9 mld del 2024 e indebitamento finanziario netto a €57,5 mld (+3,2%)
Relativamente alla Presidenza, per quanto Paolo Scaroni concorra per il bis, la situazione resta ancora fluida. Tra le possibili opzioni, alcuni rumors raccolti da Il Giornale d'Italia indicano Luca dal Fabbro, Presidente di Iren, con 2 partiti che lo vorrebbero al vertice del colosso elettrico o di Terna (aziende dove Dal Fabbro ha lavorato). Tuttavia, fonti interne alla multiutility da lui presieduta con deleghe insieme al Ceo Gianluca Bufo, lo vedrebbero più interessato nei prossimi 2 anni mezzo a completare l’execution del Piano Industriale 2025-2030 e l’integrazione di Egea.
Sempre per la presidenza di Enel in corsa anche Nicola Maione, presidente di MPS in scadenza e non in corsa per la riconferma, in una fase in cui si sta lavorando alla definizione della nuova lista per il Monte (dove non è esclusa l'opzione Vittorio Grilli alla presidenza).
Anche Claudio Descalzi, ritenuto da molti il "vero ministro degli esteri" grazie anche al suo rapporto con gli USA e ai vertice di Eni dal 2014, viaggia spedito verso il 5° mandato, divenendo il CEO più longevo nella storia di Eni.
Nel terzo trimestre 2025, Eni ha registrato utili stabili a 1,2 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024 ma superiore alle attese. La produzione di idrocarburi ha registrato una crescita del 6%, a 1,76 milioni di barili al giorno.
Relativamente alla Presidenza, difficile la riconferma di Giuseppe Zafarana, ex Comandante della Guardia di Finanza, "uomo di qualità e di Istituzioni, profondo conoscitore di meccanismi e sistemi" (con la possibilità di altri ruoli istituzionali di nomina governativa). Per la presidenza, tra i vari nomi, quello di Andrea De Gennaro, comandante generale della Guardia di Finanza, il cui incarico scade a maggio, nominato nel 2023 (come anticipato da il Giornale d'Italia), in sostituzione dello stesso Zafarana. In corsa Elisabetta Belloni, ex direttrice del Dis. Più suggestiva ma non impossibile, l'opzione Luca Zaia, ex governatore del Veneto, in realtà più proiettato alla candidatura a sindaco di Venezia.
Non ultima, l'opzione di salita alla presidenza dello stesso Descalzi, con nomina a Ceo del n. 2 del "cane a 6 zampe" Guido Brusco (attuale Chief Operating Officer Global Natural Resources e Direttore Generale).
Relativamente a Leonardo, anche Roberto Cingolani ha già in tasca il bis come amministratore delegato, avendo portato il gruppo della difesa a una crescita di oltre 6x in termini di capitalizzazione di Borsa, avviando una profonda riorganizzazione industriale. La sua permanenza è infatti scontata, sia per i risultati raggiunti che per la centralità di Leonardo nella nuova fase di riarmo europeo, oltre che per la vicinanza alla premier Meloni, la quale, da informazioni raccolte da questa testata, informò Cingolani direttamente con una telefonata della sua nomina a capo del colosso della difesa nel 2023.
Nel terzo trimestre 2025 Leonardo ha registrato ricavi per 13,4 miliardi di euro, in crescita dell’11,3%, e un EBITA di 945 milioni, +18,9%. Gli ordini hanno raggiunto 18,2 miliardi (+23,4%), mentre il risultato netto ordinario è salito a 466 milioni (+28%).
Per quanto riguarda la Presidenza, Stefano Pontecorvo appare in bilico, e secondo rumors raccolti da questa testata, potrebbe essere sostituito da Giuseppe Cossiga, detto Cossiga jr, figlio dell’ex Capo dello Stato e uomo che da anni opera nel perimetro della Difesa. Un profilo che al ministro della Difesa Guido Crosetto non dispiacerebbe affatto e che viene considerato “compatibile” con la linea atlantista e industriale del governo.
Anche qui tra le opzioni anche Andrea De Gennaro e di Elisabetta Belloni.
Anche Giuseppina Di Foggia ha già il bis in tasca: si è distinta per un’impostazione manageriale concreta e ben allineata con gli obiettivi di transizione energetica, con continui riconoscimenti che hanno distinto Terna nel 2025. La nomina di Di Foggia, unica donna AD di tutte le aziende "pubbliche" è stata fortemente voluta dalla stessa Premier Giorgia Meloni.
I risultati consolidati per i primi 9 mesi hanno registrato una forte crescita degli investimenti, superando 2,5 miliardi di euro (+22,9% rispetto al 2024), con un aumento significativo anche dei ricavi (+8,9%) e dell’EBITDA (+7,1%). L’utile netto è cresciuto del 4,9%, attestandosi a 852,7 milioni di euro.
Nonostante la Di Foggia vada spedita verso il bis, c'è chi la vorrebbe alla guida di Fibercop, società infrastrutturale italiana specializzata nella fibra ottica che punta a cablare l'intera penisola che, dopo l'uscita di Luigi Ferraris, avvenuta il 23 Gennaio 2025, non ha ancora nominato un nuovo AD, con le deleghe assegnate ad interim al Presidente Massimo Sarmi. Se la Di Foggia dovesse decidere per Fibercop (anche alla luce delle sue esperienze in ambito telecomunicazioni, avendo gestito Nokia Italia) per Terna in pole ci sarebbe Pasqualino Molti, Amministratore Delegato di ENAV dal 28 aprile 2023, in scadenza anche lui ma di probabile riconferma.
Relativamente alla Presidenza, oltre al nome di Dal Fabbro, in corsa anche Simona Agnes, componente del CdA di Rai, oltre che la possibilità del rinnovo di Igor De Biasio.
Per quanto riguarda Poste Italiane, Matteo Del Fante, viaggia spedito verso il quarto mandato come amministratore delegato insieme al Direttore Generale Giuseppe Lasco, grazie anche ai risultati ottenuti dal gruppo negli ultimi anni e al consolidamento di progetti strategici come Polis e dell'acquisizione del controllo di TIM (dove potrebbe giocare un ruolo lo stesso Lasco).
Polis, lanciato ufficialmente a fine ottobre 2022, con il via libera della Commissione europea e presentato pubblicamente il 30 gennaio 2023, ha l’obiettivo di trasformare circa 7.000 uffici postali nei piccoli comuni in sportelli unici digitali. Il piano, finanziato con 800 milioni di euro del PNRR e 400 milioni di investimenti da parte del gruppo, prevede anche la realizzazione di 250 spazi di coworking e interventi a supporto della transizione digitale ed energetica.
Poste Italiane ha registrato risultati record nei primi 9 mesi del 2025, con ricavi a 9,6 miliardi di euro (+4% a/a), un utile netto di 1,8 miliardi (+11%) e un risultato operativo (EBIT) di 2,5 miliardi (+10%), confermando il ruolo di infrastruttura strategica.
Relativamente alla Presidenza, Silvia Maria Rovere, founder e CEO di Equita Real Estate, è in corsa per il bis, anche se la decisione finale sarà presa considerando l'intero "pacchetto dei presidenti".
Anche per Acea le nomine arriveranno a primavera, dopo l’approvazione del bilancio del 2025. Fabrizio Palermo, in carica dal 2022 con l'appoggio di Francesco Gaetano Caltagirone, aspirerebbe a un ruolo più "nazionale" (Enel o Generali), fatto che avrebbe comportato anche uno "strappo" con il Cavaliere, che lo ha indicato per la riconferma anche alla luce dei risultati raggiunti.
I risultati dei primi 9 mesi hanno infatti registrato ricavi record a €2,21 miliardi (+7%), un utile netto a +45,7% e un EBIDTA a 1,083 miliardi (+8,4%).
Per la presidenza, in pole per il bis Barbara Marinali, nominata nel 2023 e indicata dal Sindaco della città Eterna, Roberto Gualtieri.
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