05 Gennaio 2026
L’hotel Areion di Forte dei Marmi è prossimo alla riapertura dopo un intervento radicale di demolizione e ricostruzione. La storica struttura affacciata davanti alla Capannina è stata completamente ripensata in chiave contemporanea e l’inaugurazione è prevista per la prossima primavera. Il progetto fa capo allo sceicco Ahmed bin Saeed al Maktoum, figura di primo piano nel settore dell’aviazione internazionale.
Al Maktoum ricopre il ruolo di presidente e amministratore delegato del Gruppo Emirates e di Emirates Airline, oltre a incarichi istituzionali legati alla gestione aeroportuale di Dubai, tra cui la Dubai Civil Aviation Authority e Dubai Airports. Sotto la sua guida, Emirates ha sviluppato una rete globale che copre oltre 150 destinazioni in sei continenti e gestisce una flotta di più di 270 aeromobili, comprendente Boeing 777 e Airbus A380.
Al Maktoum è inoltre legato alla famiglia reale di Dubai: è il figlio più giovane dell’ex sovrano ed è zio dell’attuale emiro, Mohammed bin Rashid. Le motivazioni che lo hanno portato a investire nel settore alberghiero a Forte dei Marmi non sono state esplicitate, anche se la sua presenza abituale nel Mediterraneo è nota.
Il nuovo Areion si presenterà come una struttura di fascia alta, con suite, balconi affacciati sul mare, piscina e un ristorante accessibile anche a una clientela esterna. L’intervento rientra in un più ampio interesse di investitori stranieri per l’hotellerie e le attività storiche della località versiliese.
Nel 2024 aveva infatti attirato attenzione l’acquisto del Grand Hotel Imperiale da parte di Mohamed Ali Alabbar, fondatore e presidente di Emaar Properties, per una cifra di circa 40 milioni di euro. Alabbar è noto per importanti sviluppi immobiliari a Dubai, tra cui il Burj Khalifa e il Dubai Mall.
Parallelamente, continuano a circolare voci su un possibile interesse di imprenditori indiani per alcune attività storiche del centro, come il Caffè Morin e il Caffè Soldi. Negli ultimi anni, inoltre, diversi immobili e stabilimenti balneari della zona — tra cui l’ex ristorante La Barca, i bagni Montecristo di Levante e Ponente e il bagno Belvedere — sono passati a proprietà di origine russa.
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