05 Gennaio 2026
Matteo Del Fante, AD Poste Italiane
Per Poste Italiane e Spid sono stati stimati un aumento dei profitti del 3-4%, ricavi aumentati di €180 milioni e utile aggiuntivo di €130 milioni. Tali incrementi deriverebbero dal canone annuale imposto dal 1° gennaio 2026, 6 euro all'anno per i clienti con identità digitale attiva da oltre dodici mesi. Il servizio resta gratuito per alcune categorie: minorenni, persone con più di 75 anni, residenti all’estero e titolari di Spid per uso professionale.
Secondo quanto ricordato da Equita Sim in una nota diffusa lunedì 5 gennaio, Poste è il principale operatore del Sistema Pubblico di Identità Digitale in Italia, con circa 30 milioni di identità attive, pari a circa il 70% del totale nazionale. La scelta di introdurre un canone, osservano gli analisti, si inserisce in un contesto di mercato in cui altri provider già applicano tariffe analoghe.
Dal punto di vista economico, Equita stima che a regime la monetizzazione del servizio Spid possa generare un incremento degli utili compreso tra il 3% e il 4%, un contributo che non è attualmente incluso nelle stime della società di analisi. La Sim milanese conferma il giudizio buy sul titolo Poste Italiane, con un target price fissato a 24,5 euro.
Anche Banca Akros è intervenuta sul tema, mantenendo un rating neutral e un prezzo obiettivo di 21 euro. Gli analisti sottolineano che l’ipotesi di un canone annuale era già circolata nei mesi scorsi e stimano che la misura possa portare nel 2026 circa 180 milioni di euro di ricavi aggiuntivi, pari a circa €130 milioni di utile in più, ovvero intorno al 5% del profitto atteso per l’anno in corso.
Il consenso degli analisti raccolto da Bloomberg indica un target price medio a 12 mesi di 21,37 euro, con 7 raccomandazioni buy, 10 hold e 1 sell. In Borsa, il titolo Poste Italiane segna un rialzo dello 0,7% intorno alle 11:50, attestandosi a 21,76 euro, per una capitalizzazione di circa 28,4 miliardi di euro.
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