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"Cina sta creando scudo digitale per Iran", la strategia di Pechino di controspionaggio verso infiltrati Mossad e Cia a Teheran - RUMORS

Pechino accelera su sovranità digitale, BeiDou e infrastrutture crittografate per rafforzare la resilienza iraniana contro infiltrazioni e cyber-pressioni esterne

20 Febbraio 2026

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Xi Jinping (fonte Lapresse)

Secondo diverse fonti del deepstate, la Cina starebbe creando uno "scudo digitale" per aiutare l'Iran a gestire i sabotatori e fomentatori di proteste mirate al regime-change della Cia e del Mossad. Pechino starebbe infatti seguendo una strategia hi-tech per fare controspionaggio sulle intelligence di Israele e Usa.

"Cina sta creando scudo digitale per Iran", la strategia di Pechino di controspionaggio verso infiltrati Mossad e Cia a Teheran - RUMORS

La crescente attenzione degli analisti cinesi sulle operazioni di intelligence israeliane in Iran ha spinto Pechino ad accelerare un sostegno mirato soprattutto sul piano digitale e tecnologico. Secondo commenti pubblicati su piattaforme accademiche e di sicurezza in Cina, la penetrazione di reti e infrastrutture iraniane avrebbe evidenziato vulnerabilità sistemiche che richiedono una risposta strutturale, più che episodica.

Nel dibattito strategico cinese, le attività attribuite al Mossad vengono descritte come esempio di “guerra informatizzata e intelligente”: un modello ibrido che combina accesso informatico, infiltrazione amministrativa e supporto operativo ad azioni di precisione. Per Pechino, la priorità non è la ritorsione, ma il rafforzamento dell’architettura digitale iraniana.

A partire dal 2025, la cooperazione tra apparati di sicurezza cinesi e iraniani si sarebbe intensificata con valutazioni congiunte su vulnerabilità digitali, punti di accesso amministrativi e protezione delle infrastrutture critiche. Attraverso strutture legate al Ministero della Sicurezza dello Stato, la Cina avrebbe promosso una strategia volta a ridurre l’esposizione iraniana a software e sistemi occidentali, incoraggiando la sostituzione con piattaforme cinesi crittografate e reti considerate più resilienti alle intrusioni.

Un asse centrale riguarda l’integrazione del sistema di navigazione satellitare BeiDou, alternativa al Gps statunitense, per diminuire il rischio di interferenze o interruzioni di segnale. Parallelamente, Pechino avrebbe sostenuto aggiornamenti nei sistemi radar e nella difesa aerea, oltre al potenziamento delle capacità di monitoraggio satellitare connesse a reti spaziali cinesi.

Questa cooperazione si inserisce nel quadro più ampio dell’iniziativa Belt and Road, di cui l’Iran rappresenta un nodo strategico tra Asia orientale, Medio Oriente ed Europa. La stabilità delle infrastrutture digitali e logistiche iraniane è considerata cruciale per la sicurezza energetica e commerciale cinese. Da qui l’enfasi su “sovranità digitale” e isolamento delle reti sensibili da possibili penetrazioni esterne.

Sul piano multilaterale, Pechino ha inoltre valorizzato il ruolo dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, di cui l’Iran è membro a pieno titolo dal 2023, come piattaforma per la condivisione di informazioni e il coordinamento sulla sicurezza.

Pur mantenendo cautela diplomatica ed evitando impegni militari diretti, la Cina sembra dunque puntare su una risposta stratificata: sostituzione tecnologica, rafforzamento digitale e integrazione economica come strumenti per aumentare la resilienza iraniana in uno scenario di competizione ibrida crescente.

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