12 Febbraio 2026
Idf, fonte: imagoeconomica
Oltre 2000 soldati inglesi hanno combattuto fra le file dell'esercito israeliano durante il genocidio a Gaza, fra il 2023 e il 2025. Dopo che i registri pubblici sono venuti a galla, si va verso la possibilità di apertura di indagini per crimini di guerra e complicità in genocidio in Gran Bretagna.
Più di 2000 cittadini britannici hanno prestato servizio nell’esercito israeliano durante il genocidio a Gaza. È quanto rivela un’inchiesta pubblicata l’11 febbraio da Declassified UK, basata su dati ottenuti per la prima volta tramite una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information) presentata alle autorità israeliane.
Le cifre sono state ottenute dall’avvocato Elad Man, dell’Ong israeliana Hatzlacha, e fotografano la situazione a marzo 2025. Secondo i documenti, 1686 militari dell’Idf possedevano doppia cittadinanza britannica e israeliana, mentre altri 383 risultavano titolari di cittadinanza britannica, israeliana e di almeno un ulteriore Paese. Questi numeri si inseriscono in un quadro più ampio che conta oltre 50 mila soldati israeliani con cittadinanze multiple.
Finora, i dati pubblici si limitavano ai cosiddetti “lone soldiers”, stranieri senza famiglia in Israele, che nell’agosto 2024 risultavano essere solo 54 cittadini britannici secondo un rapporto del Centro di ricerca e informazione della Knesset. Le nuove cifre mostrano quindi una presenza britannica enormemente più ampia e strutturale di quanto finora noto.
Esperti legali citati da Declassified avvertono che questi numeri sollevano serie questioni di responsabilità penale. Paul Heron, del Public Interest Law Centre (Pilc), ha dichiarato che “non deve esserci impunità quando esistono prove credibili che collegano cittadini britannici a gravi violazioni del diritto internazionale”. Secondo Heron, laddove vi siano elementi sufficienti, le autorità del Regno Unito dovrebbero procedere ad arresti e incriminazioni come per qualsiasi altro crimine grave.
Nel 2024 è stata presentata alla unità crimini di guerra della Metropolitan Police una denuncia di 240 pagine che nomina dieci cittadini britannici accusati di uccisioni mirate di civili e operatori umanitari, anche tramite fuoco di cecchini, e di attacchi indiscriminati contro aree civili. Uno dei legali coinvolti, Michael Mansfield, ha sottolineato che “i cittadini britannici hanno l’obbligo legale di non essere complici dei crimini commessi in Palestina”.
La Metropolitan Police non ha chiarito se aprirà indagini, mentre il Foreign Office ha dichiarato di non monitorare il numero di britannici che servono nell’esercito israeliano. Intanto, azioni legali simili avanzano anche negli Stati Uniti e in Europa, segnalando una crescente pressione giudiziaria internazionale contro individui accusati di complicità nei crimini commessi a Gaza.
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