09 Gennaio 2026
Mig-29 (fonte: Twitter @santangelo_s)
Dopo mesi di ricerche, è emerso che aerei militari del Regno Unito hanno sorvolato per 739 volte Gaza tra il dicembre del 2023 e il marzo del 2025, proprio durante i mesi più duri del genocidio. Secondo molti osservatori internazionali e Ong, questi voli non sarebbero stati casuali: sarebbero avvenuti proprio durante i raid dell'Idf nella Striscia e sarebbero serviti per "passare informazioni di intelligence a Israele".
Un’inchiesta della testata investigativa Declassified UK ha rivelato che il Regno Unito ha condotto centinaia di voli di sorveglianza militare sopra la Striscia di Gaza durante il genocidio, sollevando accesi dibattiti sulla possibile complicità britannica nelle operazioni che hanno provocato migliaia di vittime palestinesi. Secondo i dati raccolti, il Royal Air Force (RAF) ha effettuato decine di missioni di ricognizione partendo da RAF Akrotiri a Cipro, lanciando i velivoli verso Gaza con l’obiettivo ufficiale di localizzare ostaggi israeliani.
Declassified UK ha parlato di centinaia di voli di sorveglianza effettuati quasi quotidianamente tra dicembre 2023 e almeno marzo 2025, con un totale che potrebbe aver superato 739 missioni, molte delle quali in date in cui si sono verificati massacri di civili palestinesi legati agli attacchi israeliani. La maggior parte di questi voli sono stati condotti da aerei di sorveglianza Shadow R1, integrati da altri aerei come il Poseidon P-8 e velivoli specializzati in guerra elettronica.
La narrativa ufficiale del governo britannico sostiene che queste operazioni erano mirate esclusivamente alla ricerca degli ostaggi israeliani e che i dati condivisi con Israele riguardavano solo questa missione umanitaria. Il Ministero della Difesa di Londra ha ribadito che gli aerei non erano armati, non avevano un ruolo di combattimento e che qualsiasi informazione passata a Israele era “strettamente controllata”.
Tuttavia, critici e gruppi di diritti umani sottolineano che l’intelligence raccolta potrebbe essere stata utilizzata dall’esercito israeliano per l’acquisizione di obiettivi durante i bombardamenti, contribuendo indirettamente alla distruzione e alle numerose perdite civili nella Striscia. Secondo documenti e testimonianze raccolte dai giornalisti, il governo britannico ha rifiutato di rendere pubbliche riprese video significative, come quelle del tragico attacco del 1° aprile 2024 che uccise sette operatori umanitari, compresi cittadini britannici.
Le rivelazioni sollevano interrogativi legali ed etici sul ruolo del Regno Unito: permettendo sorvoli e condividendo dati raccolti attraverso basi militari come quella di Cipro, Londra potrebbe aver aiutato l’apparato israeliano nelle operazioni a Gaza, potenzialmente implicandosi in violazioni del diritto internazionale. Mentre il governo insiste sulla trasparenza e sul rispetto delle norme, critici e parlamentari continuano a chiedere maggiore chiarezza su come questi dati siano stati utilizzati nei momenti più drammatici del conflitto.
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