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Iran, Ircg avverte Ue: "Ogni Stato che si unirà a Israele-Usa sarà bersaglio legittimo", Von der Leyen: "No a escalation"

Teheran minaccia l’Ue: “Sarete obiettivi se aiuterete Usa e Israele”. Oltre 1300 civili iraniani morti. Nuovi droni e missili contro Israele e basi americane

07 Marzo 2026

Khamenei, Von der Leyen

Khamenei, Von der Leyen, fonte: Wikipedia

La temperatura in Medio Oriente è salita ulteriormente. Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha avvertito l'Unione Europea: "Ogni Stato che si unirà all'aggressione di Israele e Stati Uniti si trasformerà in un bersaglio legittimo dell'Iran". La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha risposto invitando alla moderazione e invocando una de-escalation nella regione.

Iran, Ircg minaccia Ue: "Ogni Stato che si unirà a Israele-Usa sarà bersaglio legittimo", Von der Leyen: "No a escalation"

L’Iran alza il tono dello scontro nella guerra regionale iniziata con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro Teheran. Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha avvertito che qualsiasi Paese europeo che si unisse alle operazioni militari contro la Repubblica Islamica diventerebbe un “obiettivo legittimo” per la rappresaglia iraniana.

In un’intervista all’emittente France 24, rilanciata dal Guardian, il diplomatico ha dichiarato che Teheran considera l’attuale conflitto come una guerra imposta dall’esterno. “Se un Paese si unisce all’America e a Israele nell’aggressione contro l’Iran, diventerà a sua volta un bersaglio legittimo”, ha affermato. Secondo Takht-Ravanchi, l’Iran aveva negoziato “in buona fede” con gli Stati Uniti prima dell’attacco, ma Washington avrebbe “tradito la diplomazia”.

La guerra è esplosa il 28 febbraio con un’operazione militare congiunta di Stati Uniti, "Epic Fury", e Israele, "Roar of the Lion" contro l’Iran. Nei raid iniziali è stata uccisa la Guida suprema Ali Khamenei insieme a numerosi alti funzionari governativi, militari e responsabili del programma nucleare iraniano. Dopo la sua morte, la leadership religiosa del Paese ha scelto come nuova Guida suprema Mojtaba Hosseini.

Teheran ha risposto con una serie di attacchi missilistici e con droni contro obiettivi israeliani, basi statunitensi nella regione e infrastrutture energetiche nel Golfo. Nelle ultime ore l’esercito iraniano ha confermato una nuova ondata di droni diretti contro installazioni americane negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait e contro obiettivi in Israele.

Secondo l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani, il conflitto avrebbe già provocato almeno 1332 morti tra i civili iraniani e migliaia di feriti. Teheran accusa Washington e Tel Aviv di aver colpito infrastrutture civili e aree densamente popolate, parlando apertamente di “crimini di guerra”.

Parallelamente, i Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno minacciato di colpire interessi occidentali nella regione e avvertito che un eventuale coinvolgimento militare europeo potrebbe allargare ulteriormente il conflitto.

Nel frattempo gli scontri continuano su più fronti: sirene d’allarme sono risuonate a Tel Aviv per nuovi lanci di missili iraniani, mentre esplosioni sono state segnalate anche negli Emirati e nel Bahrein. Il conflitto, entrato nella seconda settimana, appare sempre più vicino a trasformarsi in una guerra regionale su larga scala.

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