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Venezuela, "spedito primo carico di greggio verso Israele dopo ingerenze Usa nella statale Pdvsa" ma ministro Pérez smentisce: "Fake news"

Il mercato del petrolio venezuelano, dopo l'apertura della statale Pdvsa alle privatizzazioni straniere, sta cambiando. Cambiando sotto il peso dell'influenza Usa, come dimostra un articolo di Bloomberg secondo cui, dopo 6 anni e in totale mancanza di rapporti diplomatici tra Caracas e Tel Aviv, il Venezuela avrebbe autorizzato l'esportazione di greggio verso Israele

11 Febbraio 2026

Venezuela, "spedito primo carico di greggio verso Israele dopo ingerenze Usa nella statale Pdvsa" ma ministro Pérez smentisce: "Fake news"

Il Venezuela avrebbe autorizzato l'invio di un primo carico di petrolio verso lo Stato di Israele quale prima importante esportazione del greggio dopo gli oltre dieci anni di leadership socialista guidata da Nicolás Maduro. È quanto ha riferito la statunitense Bloomberg affermando come questa mossa costituisca plasticamente il reindirizzamento dei flussi petroliferi venezuelani lontano dal centro-sud America. Qualche ora dopo però è arrivata la smentita del ministro venezuelano per la comunicazione e l'informazione, Miguel Pérez, che ha definito la notizia di Bloomberg una "fake news".

Venezuela, "spedito primo carico di greggio verso Israele dopo ingerenze Usa nella statale Pdvsa" ma ministro Pérez smentisce: "Fake news"

Sorgono dubbi sulla natura delle spedizioni di greggio fuori dal Venezuela ora che l'americana Bloomberg ha, per così dire, "sganciato una notizia bomba": che cioè Caracas avrebbe autorizzato l'esportazione di petrolio verso Israele, uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti. Se la notizia fosse vera, diversamente da quanto comunicato dal venezuelano Miguel Pérez Pirela, questo primo carico di greggio verso Tel Aviv dopo sei anni - da quando cioè, nel 2020, Israele ricevette circa 470 mila barili - segnerebbe un significativo cambio di rotta energetico e soprattutto geopolitico dopo la caduta di Maduro.

Secondo quanto riferito da fonti anonime al corrente dell'accordo, il carico sarebbe destinato all'israeliano Bazan Group (Oil Refineries Ltd.) il principale raffinatore di petrolio del Paese con sede ad Haifa. La notizia è significativa anche perché getterebbe un chiarimento sull'origine di una parte del petrolio greggio in possesso ad Israele, dato che Tel Aviv non rende pubblica la provenienza della materia prima e addirittura - riferisce Bloomberg - alcune petroliere sarebbero state fatte sparire dai sistemi di tracciamento digitale. Questo nuovo reindirizzamento di greggio avviene non solo ora che il governo venezuelano, a guida Delcy Rodríguez, è profondamente segnato dall'ombra lunga statunitense, ma anche a seguito della privatizzazione della statale Pdvsa.

Privatizzazione - ovvero apertura del mercato petrolifero venezuelano anche ad investitori stranieri e soprattutto statunitensi - approvata dalla stessa Rodríguez e dal fratello, presidente dell'Assemblea Nazionale Jorge, quale misura utile ad attrarre uomini d'affari e a "rilanciare" un'industria profondamente in crisi. Prima della destituzione di Maduro per mano di Trump, molta della produzione nazionale di petrolio era riservata alla Cina. Ora però il volto del mercato petrolifero cambia, considerato che ultimamente nuovi carichi sono stati venduti anche a IndiaSpagna e, naturalmente, Stati Uniti. Non sono arrivate conferme da parte delle autorità né israeliane né venezuelane, eccezion fatta per il ministro per la comunicazione Pérez che, sui social, ha commentato la notizia con "FAKE!". Le nuove direttive dell'economia petrolifera venezuelana, confermerebbe la notizia, sono fortemente influenzate da Washington: si ricordi infatti che Caracas non ha più rapporti diplomatici con Tel Aviv dal 2009.

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