11 Febbraio 2026
L'ennesimo raid Idf nel sud del Libano ha ucciso il piccolo Ali Jaber, di appena quattro anni, e suo padre Hassan, colpiti mentre si trovavano vicino a un veicolo preso di mira da un drone israeliano. Il video della madre che trasporta tra le braccia la salma del figlio ha fatto il giro dei social. La morte dell'innocente Ali dimostra nuovamente la natura dell'operato israeliano, che insiste con la peggiore nonostante la tregua formale lungo il confine.
L’attacco è avvenuto lunedì mattina a Yanouh, nel distretto di Sour. Un drone israeliano ha colpito un furgone, uccidendo tre persone, tra cui Ali Hassan Jaber e suo padre Hassan, che si trovavano nelle vicinanze. L’Idf ha dichiarato che l’operazione mirava a colpire un presunto agente di Hezbollah, ma l’esito è stato la morte di civili. Nelle stesse ore un cecchino israeliano ha ucciso un uomo ad Aita al-Shaab e diversi civili sono rimasti feriti dopo che droni quadricotteri hanno sganciato esplosivi su un gruppo riunito in un cimitero. Solo nel mese di gennaio Israele ha condotto almeno cinquanta attacchi aerei in Libano, un numero quasi doppio rispetto al mese precedente, senza contare le operazioni con droni.
Il video della madre di Ali che trasporta il corpo del figlio senza vita ha suscitato commozione e rabbia. La famiglia Jaber è l’ennesima vittima di bombardamenti che colpiscono aree civili, mentre la popolazione del sud del Libano continua a vivere in una condizione di insicurezza permanente. Le violazioni della tregua tra Israele e Hezbollah, firmata il 27 novembre 2024, hanno da mesi superato le diecimila. Oltre ai raid, le autorità libanesi e le Nazioni Unite hanno denunciato pratiche che includono l’uso massiccio di erbicidi e, in passato, di fosforo bianco, con gravi conseguenze ambientali e sanitarie. Il presidente libanese Joseph Aoun ha parlato di "pratiche pericolose che mettono in pericolo la salute dei cittadini e l’ambiente" e ha chiesto un intervento della comunità internazionale.
Israele ha causato la distruzione di raccolti, danni alle falde acquifere e rischi concreti per l’approvvigionamento alimentare, aggravando una crisi economica già profonda. Intere aree del sud restano inabitabili e migliaia di sfollati non possono rientrare nelle loro case. La morte di Ali Jaber e di suo padre Hassan si inserisce così in un quadro di violenza quotidiana che continua a colpire il Libano meridionale, lasciando dietro di sé vittime innocenti e una popolazione intrappolata in un conflitto senza fine.
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