11 Febbraio 2026
"Confesso che è da due giorni che viaggio per sfuggire alla morte. (...) Vogliono danneggiare il presidente [Petro, ndr] fisicamente". A dirlo è proprio il presidente colombiano Gustavo Petro che ieri, 10 Febbraio, ha fatto una dichiarazione scioccante: sarebbero in corso tentativi e complotti per assassinarlo.
La notizia è stata data pubblicamente dallo stesso Petro durante la riunione di Governo trasmessa in diretta sui canali istituzionali. Petro ha denunciato l'esistenza di un complotto attivo contro la sua persona e, verosimilmente, contro tutta la sua famiglia, il cui ultimo attentato risale a pochi giorni fa: il suo elicottero presidenziale, fa sapere, non ha potuto raggiungere il dipartimento caraibico di Córdoba per il timore che uomini armati aprissero il fuoco contro il velivolo. "Ieri sera [9 Febbraio, ndr] non sono riuscito ad atterrare per due ore perché le luci erano spente. Stamattina [10 Febbraio, ndr] non sono atterrato dove dovevo perché sapevo che avrebbero abbattuto l'elicottero. Anche con i miei figli".
Quindi, ha proseguito il presidente colombiano, "ho sorvolato il mare aperto per quattro ore" riuscendo infine ad atterrare. Petro non ha fornito ulteriori dettagli sui suoi spostamenti in elicottero, né alcuna autorità di sicurezza avrebbe segnalato la presenza di un piano per attaccarlo. Ma la questione, secondo Petro, è ben più complessa perché oltre all'attentato alla sua incolumità fisica, vi sarebbero persone interessate ad "incastrarlo" facendolo potenzialmente figurare come un politico vicino al traffico di droga. "C'è un generale a cui ho ordinato di ritirarsi dalla polizia, che aveva una strana missione. Qualcuno ha dato ordine a lui di collocare sostanze psicoattive nella mia macchina. Aveva la missione di distruggere in un modo o nell'altro l'incontro con Trump" ha dichiarato Petro svelando un presunto piano per far figurare la droga colombiana come direttamente connessa a lui.
Dopo la notizia, il Governo ha avviato il rafforzamento delle misure di sicurezza attorno al Presidente. Non è un caso che gli atti intimidatori e il clima di violenza stia gradualmente aumentando a pochi mesi di distanza da elezioni cruciali per il Paese. In particolare, in vista delle future elezioni parlamentari a Marzo e di quelle presidenziali il 29 Maggio. Tra gli "avversari" conclamati del presidente democratico, in carica dal 2022, vi è il gruppo paramilitare "La Cordillera" che in altre occasioni aveva reso pubblica l'intenzione di volerlo assassinare insieme alla sua vice Francia Marquez. A quanto risulta, nel settembre 2024 la DEA statunitense (Drug Enforcement Administration) avrebbe avvisato Petro di un presunto piano per assassinarlo.
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