28 Gennaio 2026
Salgono a tre gli indagati per la strage di Crans Montana. Un ex responsabile della sicurezza del Comune svizzero del Canton Vallese è stato oggi, 28 Gennaio, iscritto nella lista degli indagati dalla Procura di Sion per la mancanza di controlli comunali nel locale negli ultimi cinque anni.
Non più solo Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del locale Le Constellation dove la notte del 1° Gennaio è scoppiata la strage che ha ucciso 40 persone ferendone altre 116, sono indagati con l'accusa di omicidio, lesioni aggravate colpose nonché incendio doloso. Ora la lista si allunga con un terzo nome, un funzionario che sarebbe stato collegato ai mancati controlli comunali del locale negli ultimi cinque anni. A riferirlo è la televisione svizzera Rts dopo la conferma rilasciata dall'avvocato dell'uomo. A quanto emerge dalle primissime informazioni, l'interrogatorio dell'ex responsabile comunale della sicurezza è stato fissato per il prossimo lunedì 9 febbraio.
La notizia arriva oggi, 28 Gennaio, a poche ore di distanza dall'accoglimento, da parte della Svizzera, della richiesta italiana di creare squadre investigative comuni italo-elvetiche. Richiesta avanzata da Roma dopo la controversa scarcerazione di Jacques Moretti lo scorso 23 Gennaio a seguito del pagamento di una cauzione dal valore di circa 200mila franchi (215mila euro circa). Già settimane fa numerosi dopotutto, rilievi avevano evidenziato irregolarità interne al locale, a partire dalla scala di collegamento tra seminterrato e piano terra, indicazioni degli estintori, piani di evacuazione e personale non formato in materia di manovre antincendio. Lo stesso sindaco di Crans Montana ha "confessato che non sono stati fatti controlli per cinque anni" ha riferito Alessandro Vaccaro, legale del giovanissimo Emanuele Galeppini rimasto vittima dell'incendio. Le responsabilità ci sono e riguardano dunque anche il Comune.
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