23 Gennaio 2026
Moretti Crans-Montana Fonte: X @Blickch
Jacques Moretti, il titolare del locale Le Constellation indagato, con la moglie Jessica, per omicidio, lesioni ed incendio colposi, è libero dopo sole due settimane di carcere. La scarcerazione è stata disposta dal Tribunale svizzero di Sion dopo che è stata pagata una cauzione dal valore di 200mila franchi, pari a 215mila euro.
È stato fatto uscire oggi, 23 Gennaio, dal carcere Jacques Moretti, il proprietario del noto locale di Crans Montana dove la notte del 1° Gennaio persero la vita 40 persone, perlopiù giovanissime, e altre 116 rimasero ferite. A disporre della scarcerazione è stato proprio il Tribunale delle misure detentive di Sion che, appena 11 giorni fa, disponeva la convalida in carcere di Jacques Moretti per altri tre mesi, parlando di "pericolo di fuga, unico rischio invocato dal Ministero Pubblico". Ora però il proprietario indagato per omicidio, lesioni aggravate colpose nonché incendio doloso, sarà libero da stasera, ora che un "suo amico stretto" gli ha pagato circa 215mila euro di cauzione. A quanto risulta, sarà comunque soggetto a misure cautelari tra cui l'obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.
La decisione del Tribunale delle misure coercitive è stata presa - si legge - "a seguito di una nuova valutazione del rischio di fuga, dopo aver esaminato l'origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l'imputato e la persona che ha versato" la cauzione, ossia un "amico stretto" che ha preferito tenere l'anonimato.
"Dato che l'imputato attualmente non ha alcun reddito, che lui e la moglie possiedono immobili ipotecati e veicoli in leasing, l'importo sembra adeguato" aveva spiegato giorni fa la Procura di Sion motivando l'abbassamento del valore della cauzione da un milione a 200mila franchi. La possibilità di una "revoca della carcerazione preventiva" era stata prospettata, giorni addietro, "a fronte di diverse misure richieste in via sussidiaria dal Ministero Pubblico, tra cui in particolare, il versamento di cauzioni, apparendo tali misure adeguate a contrastare il pericolo di fuga". Questo nonostante lo stesso Moretti, in vista di una potenziale scarcerazione, avesse detto: "Non ho mai pensato di fuggire, e non mi è nemmeno passato per la testa. (...) Non ho mai avuto intenzione di lasciare la Svizzera, perché voglio che venga fuori la verità su tutta questa vicenda. Mio padre è venuto a trovarmi in macchina e avrei potuto partire con lui...".
Intanto però, già in fase di dichiarazioni, Moretti aveva rilasciato ai pubblici ministeri affermazioni contrastanti con le evidenze emerse dai video di quella tragica notte. Diceva di aver "sperimentato" la pericolosità delle fontanelle di luce sui colli delle bottiglie, definendole "non abbastanza potenti per incendiare la schiuma acustica". Per lui la schiuma non era pericolosa, ma l'affermazione sarebbe stata smentita da un video del 2020 dove una cameriera urlava "Attenti alla schiuma".
A quanto risulta da fonti locali, a Jacques Moretti non è stato posto l'obbligo di braccialetto elettronico - richiesta avanzata invece dalla Procura Generale del Vallese. Tra lo sconcerto generale, anzitutto politico, le misure che sono applicate a Moretti riguardano: il divieto di lasciare il territorio svizzero, l'obbligo di depositare tutti i documenti d'identità e soggiorno, e di presentarsi ogni giorno presso un posto di polizia.
Dure sono state le prime reazioni dal mondo politico. La premier Meloni si è detta "indignata", "la considero un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie (...). Il Governo Italiano chiederà conto alle Autorità Svizzere di quanto accaduto". Anche Tajani si è detto "senza parole per commentare la scarcerazione", mentre il vicepremier Salvini ha detto telegrafico "Vergogna!".
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia