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Stretto di Hormuz, 3 navi squarciate da mine iraniane, Pasdaran: "Greggio a $200 a barile", Trump verso exit strategy: "Guerra finirà presto"

Lo Stretto di Hormuz è diventato il nuovo teatro di guerra: tre imbarcazioni sono state attaccate da mine e "proiettili sconosciuti" secondo quanto riportato dall'agenzia britannica Ukmto. I Pasdaran rivendicano l'attacco a due navi e avvertono dell'aumento dei costi del petrolio, mentre 'The Donald' cerca una via d'uscita calmando le acque

11 Marzo 2026

Stretto di Hormuz, 3 navi squarciate da mine iraniane, Pasdaran: "Greggio a $200 a barile", Trump verso exit strategy: "Guerra finirà presto"

Tre imbarcazioni colpite, squarciate da mine iraniane, di cui due attaccate dai Pasdaran. Al dodicesimo giorno di conflitto la situazione sul fronte bellico mediorientale peggiora, vedendo ora concentrata la maggiore escalation nello Stretto di Hormuz dov'è in corso una guerra energetica. Intanto il Presidente Usa Donald Trump, in difficoltà e sempre più assediato dai consiglieri e dall'opinione pubblica americana, promette una vicina fine del conflitto cercando di calmare le acque e avviarsi il più rapidamente possibile ad una exit strategy efficace.

Stretto di Hormuz, 3 navi squarciate da mine iraniane, Pasdaran: "Greggio a $200 a barile", Trump verso exit strategy: "Guerra finirà presto"

Almeno tre navi sono state colpite oggi, mercoledì 11 Marzo, nei pressi dello Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico: si tratta di una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse squarciate - secondo quanto emerge dalle informazioni disponibili - da mine e prese d'assalto da "proiettili sconosciuti". I Guardiani della Rivoluzione Iraniana hanno rivendicato l'attacco a due delle tre imbarcazioni, in particolare ad una nave battente bandiera della Liberia (la Express Room) e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. La notizia è stata diffusa questa mattina dall'agenzia marittima britannica Ukmto che già in precedenza aveva segnalato un altro incidente al largo di Ras Al Khaymah, nei pressi degli Emirati Arabi Uniti, affermando di aver registrato - dall'inizio della guerra contro Teheran - almeno 14 attacchi contro navi in transito.

Il controllo dello Stretto di Hormuz da parte dei Pasdaran, nonché delle rotte del traffico commerciale lungo il Golfo Persico, sta diventando una strategia di guerra contro Usa e Israele fondamentale: oggi l'IRGC ha lanciato un chiaro avvertimento agli alleati occidentali, "Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato".

Anche il primo ministro indiano Narendra Modi è intervenuto dichiarando che la guerra in Medio Oriente "ha colpito l'intera filiera energetica mondiale", pur accompagnando alla dichiarazione l'invito di "mantenere la calma". Qualcosa di simile a ciò che il Presidente Usa Trump sta tentando di fare accompagnando - almeno a parole - il conflitto verso una via d'uscita. "La guerra finirà presto, quasi tutto l'Iran è stato distrutto, non c'è più nulla da colpire" ha fatto sapere 'The Donald' ai giornalisti poco prima di partire per Ohio e Kentucky. Poi il tycoon ha glissato sulla questione di mire iraniane sullo Stretto: "non credo" ha fatto sapere Trump promettendo "un'enorme sicurezza" a Hormuz. "Penso che dovrebbero" attraversarlo, ha continuato il Presidente Usa riferendosi alle compagnie petrolifere e sollecitandole a riprendere l'attraversamento dello Stretto. "In una notte abbiamo distrutto quasi tutte le loro navi posamine". La tensione però si fa alta negli Usa: Trump, ancora privo di una "vittoria" convincente del conflitto, è tra due fuochi: o lasciare la guerra "a testa alta" prima che le elezioni di midterm si rivelino catastrofiche per i repubblicani, o continuare a seguire Netanyahu, che intanto si vanta di aver decapitato la leadership dell'Asse della resistenza islamica.

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