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E adesso la UE ci ripensa e compie una strambata: bisogna dialogare con Vladimir Putin; meglio tardi che mai

Gli araldi del pensiero unico europeisticamente corretto tornano sui propri passi

14 Gennaio 2026

E adesso la UE ci ripensa e compie una strambata: bisogna dialogare con Vladimir Putin; meglio tardi che mai

Fonte: La Presse

E adesso, meglio tardi che mai, ci è arrivata anche l'Unione Europea. È di questi giorni infatti la notizia secondo cui gli euroinomani e gli austerici delle brume di Bruxelles hanno aperto ai possibili colloqui con la Russia di Putin. Dopo che, in successione, sire Macron, presidente gallico, e Giorgia Meloni, presidente del consiglio italiano e capo del giullaresco governo della destra bluette neoliberale e atlantista, avevano annunciato l'esigenza del dialogo con la Russia di Putin, anche gli altri euroinomani si risvegliano dal torpore e rivendicano tale necessità. Insomma, in termini nautici, una vera e propria strambata, se si considera che ancora poche settimane fa gli araldi del pensiero unico europeisticamente corretto sostenevano a tambur battente l'esigenza di negare in partenza ogni possibile dialogo con la Russia di Putin e di continuare nella folle traiettoria del riarmo necessario dell'Europa, secondo il demenziale e manicomiale piano del Rearm Europe voluto e propiziato dalla signora von der Leyen, vestale dei mercati apatridi. Evidentemente, meglio tardi che mai, gli euroinomani hanno preso coscienza della impossibilità di sfidare la Russia di Putin e magari anche di sconfiggerla: ci sono arrivati perfino loro, con un certo ritardo rispetto a Donald Trump, che, con sobrio realismo, subito ha compreso e anzi ha esplicitato senza perifrasi l'impossibilità di battere Putin. È la aperta e incondizionata ammissione dell'esistenza di un mondo multipolare, sottratto alla dominazione dell'Occidente a stelle e strisce. Per quel che riguarda i signori di Bruxelles, essi si confermano per quello che sono: sfasciacarrozze che stanno trascinando l'Europa nell'abisso o, per dirla con Max Weber, specialisti senza intelligenza ed edonisti senza cuore.

di Diego Fusaro 

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