14 Gennaio 2026
lettera Iran Onu Fonte: X @Iran_UN
L’Iran ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite accusando gli Stati Uniti e il regime israeliano di essere responsabili della morte di civili innocenti. Teheran denuncia un modus operandi americano fondato su minacce, sanzioni e destabilizzazione interna con l’obiettivo di favorire un’escalation militare.
In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Iran accusa il presidente americano di fomentare la destabilizzazione politica, incitare alla violenza e minacciare l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale del Paese. Il documento rappresenta una risposta diretta alle dichiarazioni di Donald Trump, che nelle ultime ore ha affermato di voler inviare aiuti economici all’opposizione iraniana e ha nuovamente evocato un possibile attacco militare contro il governo di Teheran, accusato di reprimere le proteste civili delle ultime settimane. In realtà, il tutto sarebbe scaturito grazie ad infiltrati di CIA e Mossad, dopo che 2 settimane fa Trump e Netanyahu hanno annunciato la volontà di attaccare il Paese.
Alla luce di queste prese di posizione, Teheran chiede ora alle Nazioni Unite di esortare gli Stati Uniti e Israele ad abbandonare quella che definisce una politica apertamente destabilizzante. La posizione iraniana è stata formalizzata dal rappresentante permanente presso l’Onu, Amir-Saeid Iravani, in una lettera indirizzata al segretario generale António Guterres e al presidente del Consiglio di Sicurezza Abukar Dahir Osman.
Nel testo, l’ambasciatore iraniano scrive: "La Repubblica islamica dell'Iran invita urgentemente il segretario generale, il Consiglio di sicurezza e, in particolare, i suoi membri responsabili ad adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, condannando inequivocabilmente tutte le forme di incitamento alla violenza, minacce di ricorso alla forza e ingerenza negli affari interni dell'Iran da parte degli Stati Uniti; esorta gli Stati Uniti e il regime israeliano a cessare immediatamente le politiche e le pratiche destabilizzanti e a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale; e mette in guardia gli Stati Uniti da eventuali errori di calcolo nel condurre atti di aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran".
Iravani ha poi rincarato la dose, attribuendo precise responsabilità politiche e giuridiche a Washington e Tel Aviv: "Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno una responsabilità legale diretta e innegabile per la conseguente perdita di vite civili innocenti, in particolare tra i giovani".
Parallelamente, il governo iraniano ha accusato gli Stati Uniti di cercare deliberatamente un pretesto per giustificare un intervento militare, dopo che Trump ha minacciato "azioni forti" in risposta alla gestione iraniana delle proteste di massa. Un’accusa ribadita anche attraverso un messaggio diffuso dalla missione iraniana alle Nazioni Unite sul social X.
"Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare", si legge nel post. E ancora: "Questo schema è fallito in passato e fallirà di nuovo. Il popolo iraniano difenderà il proprio Paese".


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