13 Gennaio 2026
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha denunciato pubblicamente e in modo ufficiale le infiltrazioni di Stati Uniti e Israele nelle proteste anti-governative che da fine dicembre stanno imperversando a Teheran: "Il Mossad e la CIA sono i burattinai dietro alle manifestazioni violente contro lo Stato". Poi, ha diffuso delle intercettazioni in cui si sentirebbero tutte le istruzioni date da un coordinatore militare del Mossad a soldati semplici in Iran: "L'uomo ha chiesto di sparare indistintamente ai manifestanti e alla polizia, l'importante era fare vittime e seminare il panico".
Nel pieno delle proteste antigovernative in Iran, le autorità di Teheran sono tornate a denunciare quella che definiscono una strategia di destabilizzazione orchestrata dall’estero, con il coinvolgimento diretto del Mossad israeliano e il sostegno dell’intelligence statunitense. Secondo il governo iraniano, le manifestazioni di piazza sarebbero state “strumentalizzate e militarizzate” per provocare il caos e spingere il Paese verso una spirale di violenza.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha reso pubblici audio intercettati che, a suo dire, proverebbero il ruolo di “handler stranieri” nel dirigere azioni armate durante le proteste. Gli ordini, riferiscono le autorità, sarebbero stati espliciti: "Dovete sparare mentre siete in mezzo ai manifestanti. Se potete, sparate alla polizia. Se non riuscite, sparate alla gente comune. L’unica cosa che conta è che aumenti il numero delle vittime, che scorra più sangue". Per Teheran, si tratterebbe di una prova chiara di una regia esterna volta a trasformare il dissenso in guerra civile.
Gli Stati Uniti hanno respinto le accuse, definendole un’“illusione”. Tuttavia, in Iran ha suscitato forte reazione una dichiarazione dell’ex direttore della CIA Mike Pompeo, che aveva parlato di “ogni agente del Mossad che cammina al fianco dei manifestanti”. Una frase che, secondo ambienti governativi iraniani, rappresenterebbe una “ammissione indiretta” del coordinamento tra Washington e Tel Aviv.
Le Guardie della Rivoluzione (IRGC) hanno inoltre annunciato l’arresto di una presunta spia straniera, accusata di essere stata inviata dal Mossad con il compito di raccogliere informazioni sul terreno e “indirizzare atti di sabotaggio per far degenerare le proteste”. "Non si tratta di semplici manifestazioni", sostengono fonti della sicurezza, "ma di un’operazione di intelligence".
A rafforzare questa lettura, Teheran ha citato anche manifestazioni di sostegno ai protestatari iraniani tenutesi all’estero, come il raduno di Gerusalemme, dove si sono levati slogan inequivocabili: "Rovesciate gli ayatollah". Per la leadership iraniana, queste parole confermerebbero che l’obiettivo non è la riforma, ma il rovesciamento violento del sistema.
In questa cornice, la linea della Guida Suprema Ali Khamenei resta ferma: difendere la sovranità nazionale e impedire che, sotto la copertura del dissenso, “agenti del Mossad e della CIA” spingano l’Iran verso il caos.
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